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“Non solo il futuro contenuto del quadro europeo sul tabacco, ma anche la qualità e la trasparenza del processo di consultazione“. È su questi due aspetti che Riccardo Polosa, professore ordinario di medicina interna all’università di Catania, concentra le proprie critiche alla consultazione pubblica della Commissione europea sulla revisione delle norme che regolano prodotti, pubblicità e sponsorizzazione del tabacco, conclusasi nella notte di venerdì 14 agosto. Secondo Polosa, il questionario predisposto da Bruxelles era “inutilmente complesso” e, in diversi passaggi, sembrava indirizzare i partecipanti verso categorie e opzioni politiche già definite. Il rischio, sostiene il professore, è quello di creare “l’apparenza di una consultazione“, senza consentire agli stakeholder di rappresentare adeguatamente differenze scientifiche, proporzionalità e diversi profili di rischio dei prodotti. Una critica che arriva proprio nel momento in cui la Commissione europea si prepara a trasformare i contributi raccolti nella proposta legislativa attesa entro la fine del 2026. La consultazione appena conclusa rappresenta infatti uno dei passaggi attraverso i quali Bruxelles sta costruendo la revisione delle principali norme europee sul tabacco, dopo la precedente call for evidence. Per Polosa, però, il nodo fondamentale riguarda soprattutto il modo in cui verranno considerati i prodotti alternativi alle sigarette tradizionali. “La priorità di salute pubblica deve rimanere la riduzione delle malattie e dei decessi legati al fumo” – osserva, ricordando che “la maggior parte dei danni legati al tabacco deriva dalla combustione“.

Da questa premessa deriva la richiesta di una distinzione più netta tra sigarette combustibili e prodotti alla nicotina non combustibili. Una differenziazione che, secondo il professore, dovrebbe riflettersi anche nella comunicazione del rischio. A suo giudizio, infatti, molti fumatori ritengono erroneamente che il vaping e gli altri prodotti non combustibili siano dannosi quanto o più delle sigarette. La futura regolamentazione dovrebbe quindi, nella prospettiva indicata da Polosa, mantenere una forte protezione nei confronti di giovani e non fumatori, ma allo stesso tempo consentire agli adulti fumatori di ricevere informazioni corrette sulle differenze di rischio tra i diversi prodotti. Le osservazioni di Polosa si inseriscono in un confronto che appare già fortemente polarizzato. Sul fronte opposto, Contre-Feu, rete europea della società civile favorevole a un rafforzamento delle politiche di controllo del tabacco, chiede che la revisione contribuisca concretamente all’obiettivo di una generazione senza tabacco entro il 2040. L’organizzazione propone restrizioni più severe sui nuovi prodotti a base di nicotina, maggiori margini di intervento per gli Stati membri e un divieto totale della pubblicità online, compreso l’influencer marketing.
Critiche al processo arrivano anche dal settore agricolo. Unitab Europe ha chiesto alla Commissione europea un confronto specifico con i produttori di tabacco. Il presidente Gennarino Masiello riconosce nella consultazione “un importante canale” per raccogliere il punto di vista degli stakeholder, ma lamenta che il questionario non abbia catturato adeguatamente “realtà, sfide e sensibilità del settore agricolo”.
Un’altra critica riguarda il rischio di adottare politiche che non tengano conto delle differenze tra i prodotti e delle possibili conseguenze economiche e sociali delle scelte normative. Antonios Nestoras, fondatore e direttore dell’European Policy Information Center (Epic), sostiene che, quando le evidenze vengono utilizzate in modo selettivo e si ignorano i legami tra tassazione e mercato illecito, “la politica sanitaria rischia di lasciare spazio all’ideologia”. Secondo Nestoras, politiche calibrate male potrebbero produrre effetti controproducenti, mantenendo il consumo di sigarette, alimentando il mercato illecito, rafforzando le reti criminali e riducendo le entrate pubbliche. Il vero banco di prova sarà dunque capire se le osservazioni raccolte durante la call for evidence e la consultazione saranno effettivamente prese in considerazione dalla Commissione.

Bruxelles, dal canto suo, sostiene la necessità di aggiornare un quadro normativo che ha contribuito, secondo la propria valutazione, a ridurre significativamente il numero dei fumatori e i decessi legati al fumo. Ma il mercato nel frattempo è cambiato e oggi comprende sigarette elettroniche, prodotti a tabacco riscaldato e bustine di nicotina, sempre più diffusi. La Commissione considera questi prodotti una delle principali nuove sfide per la salute pubblica, sottolineando i rischi legati alla dipendenza e alla loro capacità di raggiungere il pubblico giovane attraverso aromi, design e comunicazione digitale. “Le nostre regole devono essere al passo con la realtà di oggi” ha affermato il commissario europeo alla Salute Olivér Várhelyi, indicando nella protezione dei giovani dalle nuove forme di dipendenza “uno degli elementi centrali della revisione“.
Ora, però, la consultazione è terminata. La Commissione dovrà decidere come trasformare i contributi ricevuti in una proposta legislativa. E la prima domanda che emerge dalle critiche degli stakeholder è proprio quella sollevata da Polosa: se la consultazione non ha consentito di rappresentare adeguatamente differenze scientifiche e profili di rischio, quanto spazio avranno queste differenze nella futura normativa europea? La risposta arriverà nei prossimi mesi, quando Bruxelles dovrà mettere nero su bianco la nuova architettura delle regole europee sul tabacco attraverso le revisioni delle direttive tabacchi (Tpd) e accise (Ted).



