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È una conferma, più che una novità. E forse proprio per questo è particolarmente significativa. La Cochrane Collaboration ha aggiornato ancora una volta la sua revisione sistematica sulle sigarette elettroniche per la cessazione dal fumo “Electronic cigarettes for smoking cessation”, una sorta di “revisione permanente” che dal 2020 viene mantenuta in modalità living: le banche dati vengono interrogate continuamente e le nuove evidenze vengono incorporate ogni volta che diventano disponibili. La revisione era stata pubblicata per la prima volta nel 2014 ed era già stata aggiornata nel 2016, 2020, 2021, 2022, 2024 e due volte nel 2025. L’ultimo aggiornamento, pubblicato il 26 agosto 2026, conferma sostanzialmente quanto emerso nelle versioni precedenti, cioè che la sigaretta elettronica con nicotina è più efficace per smettere di fumare delle altre terapie sostitutive e delle e-cig senza nicotina.
È un elemento da sottolineare anche per il peso che Cochrane riveste nella medicina basata sulle evidenze. Le sue revisioni sistematiche sono comunemente considerate un punto di riferimento, il cosiddetto “gold standard”, per la valutazione delle prove scientifiche: non si basano sul singolo studio, ma raccolgono, selezionano e analizzano criticamente l’insieme delle evidenze disponibili secondo procedure metodologiche prestabilite. In questo caso, inoltre, vengono considerati esclusivamente trial randomizzati controllati, che la stessa Cochrane definisce la migliore evidenza primaria disponibile per rispondere agli obiettivi della revisione.
L’aggiornamento 2026 comprende 80 studi randomizzati per complessivi 29.861 partecipanti. Nove studi sono nuovi rispetto alla precedente versione. Le ricerche sono state effettuate sulle principali banche dati biomediche e degli studi clinici, con evidenze aggiornate al primo gennaio 2026. Il risultato più importante riguarda il confronto con le terapie sostitutive con nicotina. Rispetto alle terapie sostitutive, le sigarette elettroniche con nicotina risultano più efficaci nel favorire la cessazione a sei mesi o più: la probabilità di smettere è circa una volta e mezza maggiore. L’analisi statistica colloca il possibile vantaggio in un intervallo compreso, con il 95% di confidenza, tra il 23% e il 112%. Si tratta, sottolinea Cochrane, di un’evidenza di elevata certezza, basata su 11 studi e 4.114 partecipanti. In termini assoluti, significa che ogni 100 persone che utilizzano una e-cig con nicotina per smettere, circa 10 possono riuscirci, contro 6 tra quelle che utilizzano una terapia sostitutiva con nicotina.
Anche rispetto alle sigarette elettroniche senza nicotina, quelle che contengono nicotina sembrano offrire maggiori possibilità di smettere di fumare: secondo l’analisi, la probabilità di riuscirci è circa un terzo più alta. Il dato emerge da sette studi che hanno coinvolto complessivamente 1.918 persone. Il livello di certezza dell’evidenza è in questo caso moderato. Rispetto al solo supporto comportamentale o a nessun intervento, invece, le sigarette elettroniche con nicotina aumentano le probabilità di smettere di fumare di circa il 75%. Tuttavia, in questo confronto le prove sono meno solide, perché gli studi presentano alcuni possibili limiti metodologici. Tradotto in numeri più immediati, Cochrane stima che ogni 100 fumatori che utilizzano una sigaretta elettronica con nicotina per smettere, tra 8 e 10 possono raggiungere l’astinenza per almeno sei mesi. Sono circa 6 su 100 con la terapia sostitutiva con nicotina, 6 con una e-cig senza nicotina e 5 con nessun supporto o il solo supporto comportamentale.
Sul fronte della sicurezza, la revisione non rileva un aumento degli eventi avversi gravi rispetto alla terapia sostitutiva con nicotina. Il confronto diretto evidenzia infatti un numero probabilmente simile di eventi avversi seri. Non sono state riscontrate evidenze di danni gravi a breve termine associati all’uso di sigarette elettroniche con nicotina, ma Cochrane precisa che i dati disponibili sulla sicurezza di lungo periodo sono ancora insufficienti e che gli studi inclusi arrivano attualmente a un massimo di due anni di osservazione. La conclusione degli autori è comunque netta: non è stata individuata alcuna evidenza di un aumento degli eventi avversi gravi associato all’uso delle sigarette elettroniche nel contesto studiato, cioè tra fumatori che le utilizzano per smettere. La revisione precisa inoltre che si tratta di prodotti regolamentati contenenti nicotina e che i risultati non possono essere automaticamente estesi a chi non ha mai fumato.
C’è infine un aspetto che rende questa nuova versione particolarmente interessante. L’approccio “living” fa sì che la conclusione non sia quella di una fotografia scattata una volta per tutte, ma quella di un’analisi sottoposta continuamente alla prova dei nuovi dati. Nel 2026 sono entrati altri nove trial. E, ancora una volta, l’aggiunta di nuove evidenze ha rafforzato il risultato principale: le sigarette elettroniche con nicotina restano più efficaci delle terapie sostitutive nel favorire la cessazione dal fumo. È questo, in fondo, il dato più rilevante dell’aggiornamento Cochrane: anno dopo anno l’accumulo delle migliori evidenze disponibili continua a conferma l’efficacia della sigaretta elettronica per smettere di fumare.



