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Sigaretta elettronica, studio ritirato: risultati viziati da errori nei dati

Il Journal of Adolescent Health ha ritirato una ricerca sulle motivazioni che spingono gli adolescenti a usare l'e-cig.

Ancora uno studio sulla sigaretta elettronica è stato ritirato dalla pubblicazione perché i risultati sono stati compromessi da errori nell’analisi dei dati. Il lavoro in questione, pubblicato online nel 2025 e inserito sul n. 78 del Journal of Adolescent Health di febbraio 2026, si intitola “Demographic Drivers of E-Cigarette Use Initiation and Continuation Among U.S. Adolescents” ed è stato condotto da un team di cinque ricercatori della University of Alabama, guidati da Olayemi Timothy Adekeye.
La ricerca si occupava delle motivazioni che spingono gli adolescenti statunitensi a iniziare e continuare a utilizzare la sigaretta elettronica, analizzando i dati della National Youth Tobacco Survey 2023, una delle principali indagini statunitensi sul consumo di prodotti del tabacco tra gli studenti. Il campione analizzato comprendeva 3.391 adolescenti che avevano dichiarato di avere utilizzato almeno una volta una sigaretta elettronica. Secondo i risultati originariamente pubblicati, curiosità e influenza dei coetanei erano le principali motivazioni riferite per l’inizio del vaping, rispettivamente nel 26% e nel 19% dei casi. Tra coloro che continuavano a utilizzare le sigarette elettroniche, le motivazioni più frequenti erano invece il desiderio di ottenere uno stordimento o una sensazione di piacere dalla nicotina, indicato dal 31,5%, e la presenza di ansia, stress o depressione, indicata dal 22%.
Gli autori avevano inoltre individuato differenze tra i gruppi demografici. Le ragazze riferivano più frequentemente il disagio emotivo come motivazione, mentre i maschi indicavano più spesso curiosità e influenza dei coetanei. Tra gli adolescenti neri risultava maggiore il peso dell’influenza degli amici, mentre tra quelli bianchi era più frequente il riferimento al desiderio di ottenere un “nicotine high”. Gli adolescenti ispanici indicavano più spesso la curiosità.
Risultati non affidabili, però, visto che la rivista, su richiesta del direttore e degli stessi autori, ha deciso il ritiro dello studio. La nota che accompagna la decisione è piuttosto laconica. “L’articolo è stato ritirato – si legge – a causa di errori nell’analisi dei dati che influenzano i risultati riportati”, aggiungendo che si tratta di “errori accidentali”. Non è dato, quindi, sapere quali specifici passaggi dell’analisi statistica fossero errati, se siano stati commessi, per esempio, errori nel campionamento, nella definizione delle variabili, nei test statistici o nella ponderazione dei dati.
Rimane, però, una certezza: tanti studi sulla sigaretta elettronica si rivelano col tempo inaffidabili. Il loro ritiro, però, non chiude necessariamente la questione. Ritirare uno studio significa correggere il record scientifico, ma non significa automaticamente cancellare le conclusioni che nel frattempo possono essere state riprese in articoli, presentazioni, documenti di advocacy o discussioni sulle politiche pubbliche. Una volta che un risultato entra in circolazione, infatti, può continuare a essere citato anche quando la pubblicazione che lo conteneva non è più considerata affidabile. Il problema è particolarmente rilevante nel caso delle ricerche sul vaping giovanile. Questi studi vengono frequentemente utilizzati nel dibattito sulla salute pubblica e possono contribuire a orientare decisioni legislative e regolatorie che riguardano milioni di consumatori adulti. Per questo la correzione del record scientifico dovrebbe essere accompagnata da una adeguata diffusione della notizia del ritiro, soprattutto quando i risultati hanno avuto una significativa esposizione pubblica.
La scienza non può essere soltanto una questione di pubblicazione: deve esserlo anche di verifica e, quando necessario, di correzione. Se un risultato non supera più il vaglio dell’analisi scientifica, non dovrebbe continuare a circolare come un’evidenza acquisita. Altrimenti il ritiro rischia di correggere soltanto la bibliografia, lasciando intatto il suo eventuale effetto sul dibattito pubblico.

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