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Unione Europea – Crescono le critiche alla consultazione sul tabacco
Crescono le critiche alla consultazione della Commissione europea sulla revisione delle norme su tabacco, pubblicità e sponsorizzazione, conclusasi il 14 agosto, mentre Bruxelles prepara la proposta legislativa attesa entro la fine del 2026. Antonios Nestoras, fondatore e direttore dell’European Policy Information Center (Epic), ha avvertito che, se le evidenze vengono utilizzate in modo selettivo e si ignorano i legami tra tassazione e mercato illecito, “la politica sanitaria rischia di lasciare spazio all’ideologia”. Secondo Nestoras, politiche non calibrate potrebbero mantenere il consumo di sigarette, alimentare il mercato illecito, rafforzare le reti criminali e ridurre le entrate pubbliche. Nel confronto europeo è intervenuto anche l’italiano Riccardo Polosa, professore ordinario di medicina interna all’università di Catania, secondo cui il questionario era “inutilmente complesso” e rischiava di creare “l’apparenza di una consultazione”, senza rappresentare adeguatamente differenze scientifiche e profili di rischio tra prodotti combustibili e non combustibili.
Tabacco, pesanti critiche alla consultazione Ue: “Questionario inutilmente complesso”
Kuwait – Stretta dal 2027 su e-cig e nicotina, stop a vendite online e vicino alle scuole
Il ministero della Salute del Kuwait ha introdotto nuove regole per prodotti del tabacco e della nicotina, comprese sigarette elettroniche, prodotti a tabacco riscaldato, liquidi, cartucce e bustine di nicotina. La decisione ministeriale 237 del 2026 vieta le vendite in strutture educative e sanitarie, istituzioni pubbliche, club sportivi, centri giovanili e luoghi destinati a minori, oltre che online, tramite social, servizi di consegna, distributori automatici e punti vendita entro 200 metri dalle scuole. I prodotti dovranno essere registrati e approvati dal ministero, con indicazione di ingredienti, concentrazione di nicotina, Paese d’origine e lotto, mentre quelli di origine ignota, oltre i limiti autorizzati o destinati ai giovani saranno vietati. Le avvertenze sanitarie, anche con immagini, dovranno coprire almeno il 50% della superficie principale della confezione. Saranno vietate vendite ai minori di 21 anni, pubblicità, promozione, sponsorizzazioni, campioni gratuiti, omaggi e sconti; sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato saranno soggetti alle stesse restrizioni del fumo nei luoghi pubblici e chiusi, con le nuove norme in vigore dal primo gennaio 2027.
Regno Unito – Ecco il piano del governo per i negozi del vaping
Si precisano i dettagli sul piano del governo destinato a impattare anche sul panorama delle attività commerciali, compresi i negozi del vaping. Il governo britannico prepara infatti un piano per la rigenerazione delle high street che potrebbe rafforzare i poteri delle autorità locali sull’apertura e la concentrazione dei negozi di sigarette elettroniche, modificando le regole urbanistiche. Tra le ipotesi figura la possibilità per i consigli locali di opporsi a nuovi punti vendita in determinate aree, senza introdurre un divieto nazionale né imporre la chiusura degli esercizi esistenti. La misura si inserisce nella strategia per riportare attività e clienti nei centri cittadini e riguarda anche altre attività, come centri scommesse e sale giochi. Il primo ministro Andy Burnham aveva definito i vape shop attività che “non contribuiscono positivamente alle comunità locali”. L’organizzazione Action on Smoking and Health (Ash) aveva invece sottolineato il ruolo dei negozi nel sostenere i fumatori che intendono smettere. Al piano si aggiunge il sistema di licenze per i rivenditori di tabacco, sigarette elettroniche e prodotti contenenti nicotina previsto dal Tobacco and Vapes Act, approvato ad aprile. Il governo deve ancora definirne le modalità, ma ha indicato la possibilità di licenze personali e per i locali, con gestione affidata alle autorità locali in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord, mentre la Scozia manterrà il proprio sistema di registrazione. Le nuove regole sposterebbero quindi parte della regolamentazione del vaping dal prodotto al luogo di vendita, sottoponendo gli operatori anche alle decisioni locali sulla destinazione degli immobili e sulla concentrazione degli esercizi.
Dai prodotti ai negozi: la nuova stretta britannica sulle sigarette elettroniche
Paesi Bassi – Studio: cala l’uso di tabacco dopo il divieto nelle catene dei supermercati
Uno studio dell’istituto olandese SEO Economic Research stima che il divieto alle vendite di tabacco in supermercati, mini-market e negozi notturni introdotto nei Paesi Bassi dal 1° luglio 2024 abbia portato a circa 23.000 fumatori in meno entro la fine dell’anno, con una riduzione nazionale di circa l’1%. La misura ha dimezzato il numero di punti vendita nelle fasce di rispetto di 250 metri dalle abitazioni. Interessanti anche alcuni dati specifici: il 47% di chi ha smesso proveniva da quartieri vulnerabili, segnalando un impatto della norma anche sulle disuguaglianze di salute. Le analisi indicano che la probabilità di fumare cala del 6% quando non ci sono punti vendita entro 250 metri, mentre il complesso degli esercizi è sceso del 60%, allungando di circa il 50% la distanza media percorsa per l’acquisto. L’associazione KwfKankerbestrijding ha accolto positivamente i risultati, chiedendo ulteriori restrizioni sulla disponibilità al dettaglio per contrastare la diffusione del tabacco. La contrazione dell’offerta di tabacco tradizionale in prossimità delle abitazioni potrebbe favorire un maggior ricorso a dispositivi elettronici dove queste alternative restano consentite.
Australia – Il mondo politico si spacca sulla strategia per combattere il fumo
Fronti politici contrapposti sul tema della regolamentazione della nicotina. Il partito di opposizione di destra One Nation, guidato dalla senatrice Pauline Hanson, ha chiesto di ridurre del 75% l’accisa sul tabacco e di congelarne l’indicizzazione per tre anni, mentre il governo laburista di Anthony Albanese ha respinto la proposta e difeso la tassazione elevata come strumento di prevenzione. Nel 2025 il tasso di fumatori quotidiani tra gli over 14 è sceso al 5,6%, mentre il 34% dei fumatori ha dichiarato di avere utilizzato recentemente tabacco illegale, quota raddoppiata rispetto al 2022-23. Secondo Hanson, la riduzione dell’accisa potrebbe portare il prezzo di un pacchetto da circa 46,50 a 21-22 dollari australiani, riducendo il divario con il mercato clandestino, insieme a controlli più severi alle frontiere e sanzioni per i trafficanti. Il tesoriere Jim Chalmers ha respinto la proposta, sostenendo che il contrasto al commercio illegale debba avvenire attraverso l’attività di controllo. Sul vaping, la riforma del 2024 ha limitato l’importazione, la produzione, la fornitura commerciale e la pubblicità dei prodotti non terapeutici, ricondotti al sistema sanitario, mentre il ministro della Salute Mark Butler ha chiesto ulteriori interventi contro il mercato illegale.
Tabacco e sigarette elettroniche, l’Australia si spacca sulla strategia anti-fumo
Indonesia – Rafforzata la vigilanza sui prodotti per vaping per rischi di liquidi adulterati
L’agenzia nazionale per il controllo di alimenti e farmaci (Bpom) assumerà un ruolo centrale nella supervisione della distribuzione dei prodotti per vaping, in coordinamento con l’agenzia nazionale antidroga (Bnn), a seguito di segnalazioni su liquidi per sigarette elettroniche adulterati. L’autorità prevede di definire regolamenti tecnici nell’ambito delle recenti leggi sanitarie, basati su valutazioni scientifiche, per stabilire quali prodotti saranno autorizzati e quali soggetti a sanzioni. A differenza della Bnn, che aveva proposto un divieto totale delle sigarette elettroniche, la Bpom indica un approccio mirato, concentrato sul contrasto ai prodotti illegali privi di contrassegni fiscali. Per il mercato del vaping, la linea regolatoria prospettata implica un rafforzamento dei requisiti di conformità e dei controlli sulla filiera distributiva.



