L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 23 al 29 agosto

La consueta rubrica settimanale con i principali fatti dal vaping di tutto il mondo.

GlobalCochrane, e-cig con nicotina più efficaci per smettere di fumare
L’aggiornamento pubblicato il 26 agosto 2026 della revisione sistematica “Electronic cigarettes for smoking cessation” della Cochrane Collaboration ha confermato che le sigarette elettroniche con nicotina sono più efficaci delle terapie sostitutive con nicotina e delle e-cig senza nicotina nel favorire la cessazione dal fumo. Se il risultato non rappresenta una novità, esso è tuttavia un’importante conferma, dal momento che tali revisioni sistematiche sono comunemente considerate un punto di riferimento per la valutazione delle prove scientifiche. La revisione, aggiornata in modalità “living”, comprende 80 studi randomizzati controllati per 29.861 partecipanti, nove dei quali nuovi rispetto alla versione precedente, con evidenze aggiornate al primo gennaio 2026. Il risultato più importante sta nel confronto tra e-cig e terapie sostitutive con nicotina. Rispetto a queste ultime, la probabilità con le sigarette elettroniche con nicotina di smettere per almeno sei mesi è risultata circa una volta e mezza maggiore, con evidenza di elevata certezza: circa 10 fumatori su 100 hanno raggiunto l’astinenza contro 6 su 100. Rispetto alle e-cig senza nicotina, la probabilità di cessazione è risultata superiore di circa un terzo, sulla base di sette studi e 1.918 partecipanti, con evidenza di certezza moderata. Sul fronte della sicurezza, la revisione non ha rilevato un aumento degli eventi avversi gravi rispetto alle terapie sostitutive, pur precisando che i dati sulla sicurezza a lungo termine restano insufficienti, con studi che arrivano a un massimo di due anni di osservazione.  Va rimarcato però che con l’aggiunta di nuove evidenze (appunto 9 studi in più) la maggiore efficacia delle e-cig con nicotina resta confermata senza aumento di eventi avversi gravi.

Cochrane, l’e-cig si conferma efficace per smettere di fumare

 

Unione EuropeoQuasi metà dei prodotti da vaping arriva dal mercato irregolare
Quasi la metà dei prodotti da vaping consumati nell’Ue potrebbe provenire da canali irregolari, per un valore stimato in 6,6 miliardi di euro. È quanto emerge da uno studio del Fraunhofer Institut für Integrierte Schaltungen Iis e della società di consulenza logistica Mru GmbH. La ricerca stima nel 48% la quota non riconducibile al mercato regolare: il 13% sarebbe acquistato privatamente attraverso canali non ufficiali e il 35% deriverebbe da commercio nero a fini commerciali, con valori rispettivamente di 1,8 e 4,8 miliardi di euro. I dati sono frutto di un modello economico che confronta la domanda stimata nei singoli Paesi con importazioni ed esportazioni ufficiali e, precisano i ricercatori, non costituiscono una misurazione diretta. In Germania, dove il Fraunhofer Institut ha la sua sede centrale, la quota irregolare è stimata al 36%, con una perdita fiscale di circa 119 milioni di euro l’anno. Secondo lo studio, il mercato irregolare tende a crescere dove la tassazione è elevata e le differenze normative e fiscali con i Paesi confinanti favoriscono gli acquisti transfrontalieri. Circa il 90% dei prodotti da vaping importati nell’Ue arriverebbe dalla Cina. I ricercatori stimano inoltre in 11,9 milioni gli utilizzatori di sigarette elettroniche nell’Ue tra gli over 15, pari al 3,1% della popolazione, e segnalano che le importazioni extra-Ue di liquidi con nicotina e prodotti da vaping sono salite da 30.900 tonnellate nel 2022 a oltre 45.000 nel 2024. Lo studio mette in discussione l’efficacia di divieti nazionali estesi e indica come alternative una maggiore armonizzazione europea di regole, standard, autorizzazioni e fiscalità, insieme a migliori dati doganali, tracciabilità delle filiere, controlli mirati sulle importazioni e cooperazione con le autorità cinesi.

Vaping, quasi la metà dei prodotti Ue arriva dal mercato irregolare

 

Emirati Arabi Uniti Introduzione del prezzo minimo di accisa per i liquidi da e-cigarette
Gli Emirati Arabi Uniti introdurranno dal 1° settembre un prezzo minimo di accisa di 1 dirham (0,24 euro) per millilitro sui liquidi utilizzati nei dispositivi elettronici per il fumo. La misura, annunciata dal ministero delle Finanze, punta a rafforzare i controlli sul sistema delle accise, migliorare la conformità fiscale e uniformare gli standard per i prodotti del tabacco e quelli per il fumo elettronico. La nuova regola non modifica l’aliquota di accisa del 100% già applicata ai prodotti del tabacco, ma stabilisce una soglia minima di prezzo per il calcolo dell’imposta sui liquidi da e-cigarette. Restano invariati i prezzi minimi di accisa per sigarette, tabacco per narghilè e altri prodotti del tabacco.

 

GlobalRapporto globale sulla riduzione del danno, 200 milioni usano prodotti di nicotina senza combustione
Il Global State of Tobacco Harm Reduction (Gsthr) 2026, rapporto realizzato da Knowledge Action Change (Kac), stima in circa 200 milioni gli utilizzatori di prodotti di nicotina senza combustione nel 2026, mentre il calo del fumo rallenta. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) riportati nel rapporto, la quota di persone di almeno 15 anni che utilizzavano prodotti del tabacco è scesa dal 29,1% del 2000 al 19,1% del 2024, mentre quella dei fumatori è passata dal 22,4% al 14,9%. Il rapporto stima inoltre 129 milioni di adulti che nel 2025 utilizzavano sigarette elettroniche con nicotina e 48,9 milioni di utilizzatori di prodotti a tabacco riscaldato nel 2024. L’analisi di 28 Paesi rileva in diversi casi una crescita dei prodotti senza combustione parallela alla diminuzione del fumo, ma precisa che i dati aggregati non dimostrano un rapporto causale né distinguono sempre tra sostituzione e consumo combinato. Il Gsthr segnala infine il peso di prezzi, accise e divieti e cita l’aggiornamento 2025 della revisione Cochrane, secondo cui le sigarette elettroniche con nicotina aumentano i tassi di cessazione rispetto alla terapia sostitutiva con nicotina e all’assenza di un ausilio terapeutico.

Crescono i prodotti senza combustione, rallenta il calo del fumo

 

RussiaSigarette elettroniche inserite tra le merci strategiche
Dal 20 agosto sigarette elettroniche, dispositivi elettronici per il fumo, liquidi e sali di nicotina sono stati inseriti in Russia nell’elenco delle merci strategiche, estendendo a questi prodotti il quadro sanzionatorio previsto per alcuni traffici illeciti. Il trasporto illegale attraverso la frontiera russa o i confini degli altri Paesi dell’Unione economica eurasiatica (l’Eaeu, che comprende anche Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan), può comportare, nei casi previsti dalla normativa, fino a cinque anni di reclusione se il valore della merce supera i 100 mila rubli, circa mille euro. La soglia non determina automaticamente la responsabilità penale, che richiede la presenza di tutti gli elementi della fattispecie di reato. L’elenco comprendeva dal 2022 prodotti del tabacco e superalcolici ed è stato esteso anche a vino, birra e sidro. La nuova disciplina non introduce un divieto generale alla vendita o all’uso dei prodotti da vaping legalmente commercializzati, ma rafforza i controlli su importazioni, documentazione doganale relativa all’origine dei prodotti, alle procedure e ai percorsi di trasporto, con l’obiettivo di contrastare il commercio illecito e tutelare le entrate fiscali.

Russia, sigarette elettroniche inserita tra le merci strategiche

 

BulgariaAumentano le accise su sigarette e prodotti del tabacco
La Bulgaria ha aumentato le accise su sigarette e altri prodotti del tabacco con l’entrata in vigore del bilancio statale 2026 lo scorso primo agosto. L’aliquota sulle sigarette è salita da 113,51 a 120 euro ogni mille pezzi, con un incremento del prezzo al netto dell’Iva di circa 0,13 euro per pacchetto. Il governo ha previsto ulteriori aumenti a 126 euro ogni mille sigarette dal primo marzo 2027 e a 132 euro dal primo gennaio 2028. Le accise sul tabacco da fumo sono aumentate da 121,69 a 130 euro al chilogrammo, mentre quelle sui prodotti a tabacco riscaldato sono passate da 214 a 225 euro al chilogrammo. Il ministero delle Finanze ha stimato che gli aumenti delle accise e le relative entrate Iva genereranno 155,9 milioni di euro aggiuntivi nel 2026, nell’ambito dell’allineamento alle discussioni Ue sull’aumento delle aliquote minime.

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