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Stati Uniti – Studio: tasse sul vaping aumentano l’esposizione dei minori al fumo passivo
L’aumento delle imposte sulle sigarette elettroniche potrebbe avere un effetto indesiderato: una maggiore esposizione dei minori al fumo passivo nelle abitazioni, in particolare nelle famiglie con un livello di istruzione più basso. È quanto emerge dallo studio “State ENDS taxes and cigarette smoking in two-parent households”, firmato da Jason Semprini, ricercatore della Des Moines University, e pubblicato sull’International Journal of Drug Policy, che analizza l’associazione tra la tassazione dei prodotti per il vaping e il comportamento di fumo dei genitori negli Stati Uniti. L’analisi, condotta sui dati della National Survey of Children’s Health relativi al periodo 2016-2024 e riferita a 291.667 bambini, mostra che un aumento di 1 dollaro della tassa standardizzata sulle e-cig è associato a un incremento di 0,51 punti percentuali della probabilità di convivere con almeno un fumatore e di 0,33 punti percentuali della probabilità che si fumi in casa, pari a circa 1,5 milioni di minori in più esposti al fumo passivo. L’effetto è emerso esclusivamente nelle famiglie con un livello di istruzione più basso, mentre in quelle con un livello di istruzione più elevato non è stata osservata alcuna associazione statisticamente significativa. Gli autori precisano che lo studio è di natura osservazionale e individua un’associazione, non un rapporto di causa-effetto.
Tasse sul vaping, studio: cresce rischio fumo passivo per i minori
Indonesia – Il ministero della Salute valuta l’introduzione del pacchetto anonimo per tabacco ed e-cigarette
Il ministero della Salute indonesiano sta elaborando una nuova normativa per imporre il confezionamento anonimo dei prodotti del tabacco e delle sigarette elettroniche con l’obiettivo di ridurne l’attrattiva tra i giovani. La misura prevede la standardizzazione dei colori e del design delle confezioni, mantenendo i nomi dei marchi e le avvertenze sanitarie illustrate per evitare che il pacchetto funga da strumento di marketing. I funzionari sanitari intendono così spostare l’attenzione dei consumatori sulle avvertenze, allineando il Paese alle politiche già adottate in Australia, Canada e Singapore. La proposta ha incassato il favore delle associazioni per la salute pubblica, sollevando invece le critiche dei gruppi imprenditoriali e dei consumatori preoccupati per l’impatto sulla concorrenza.
Messico – Revisione: nessuna evidenza di “terza mano” del vaping nelle condizioni d’uso reali
Una revisione pubblicata sull’International Journal of Environmental Research and Public Health ha concluso che le prove disponibili non hanno supportato l’esistenza di un fenomeno di “terza mano” del vaping analogo al “third-hand smoke”. A sostenerlo è Roberto A. Sussman, ricercatore dell’Istituto di scienze nucleari della Universidad Nacional Autónoma del Messico, autore della revisione “Third-Hand Exposure from Environmental Vaping Aerosol: Is There an Analogous Phenomenon to Third-Hand Smoke?”. L’analisi degli studi sperimentali e osservazionali ha indicato che depositi significativi di nicotina sulle superfici sono stati rilevati soltanto in esperimenti di laboratorio con aerosol confinato o in vape shop caratterizzati da attività di svapo intensa e continuativa. La revisione ha attribuito tale risultato alle proprietà fisico-chimiche dell’aerosol delle sigarette elettroniche, che non produce fumo laterale, viene in larga parte trattenuto dall’utilizzatore e si disperde rapidamente nell’ambiente. L’autore ha inoltre rilevato che numerosi studi hanno impiegato protocolli sperimentali non rappresentativi delle condizioni reali, favorendo artificialmente l’accumulo di residui sulle superfici. Attraverso un modello di valutazione del rischio, la revisione ha indicato un’esposizione cutanea generalmente bassa negli ambienti in cui si utilizzano normalmente le sigarette elettroniche e ha concluso che, allo stato delle conoscenze, non sono emerse evidenze di un fenomeno di third-hand vaping nelle condizioni d’uso quotidiane.
Sigaretta elettronica: nessuna prova di vapore di terza mano in condizioni reali
Australia – Tasmania, sequestrati tabacco e prodotti del vaping illegali per 7 milioni di dollari
Le autorità della Tasmania hanno sequestrato quasi 10 milioni di dollari australiani, pari a circa 7 milioni di dollari americani, in prodotti da fumo e vaping illeciti durante l’anno finanziario 2025-2026, grazie alla collaborazione tra il Department of Health (Doh) e la Tasmania Police. L’operazione, che ha portato al sequestro di 5.43 milioni di sigarette, oltre 2.5 tonnellate di tabacco sfuso e quasi 30000 sigarette elettroniche illegali, segue l’introduzione di sanzioni più severe e poteri di chiusura delle attività commerciali. I funzionari locali hanno contestualmente esortato il governo federale a ridurre le accise sul tabacco, evidenziando come i prezzi elevati stiano alimentando il mercato nero e la criminalità organizzata.
Regno Unito – Governo Burnham valuta taglio agevolazioni ai vape shop
Il primo ministro Andy Burnham ha annunciato una revisione delle agevolazioni fiscali per attività che “non contribuiscono positivamente alle comunità locali”, includendo i negozi specializzati in sigarette elettroniche, nell’ambito di un piano da circa 100 milioni di sterline l’anno a sostegno di pub, club e locali con musica dal vivo. La misura si è affiancata a una riduzione del 20% della tassa sugli immobili commerciali per quasi 32 mila esercizi. Action on Smoking and Health (Ash) ha contestato l’inclusione dei vape shop, sostenendo che “i vape shop specializzati che si impegnano ad aiutare i fumatori ad abbandonare le sigarette grazie alle e-cig stanno senza dubbio dando un contributo positivo alle comunità locali”. Anche UK Vaping Industry Association (Ukvia) ha criticato la proposta, affermando che penalizzerebbe imprese che operano nella legalità e supportano la cessazione del fumo, mentre nel Regno Unito il tabacco continua a causare circa 80 mila decessi l’anno.
Regno Unito, i vape shop finiscono nel mirino del nuovo premier Burnham
Regno Unito – Galles, Newport è il centro del commercio illecito di tabacco e vaping
Le autorità di Newport, in Galles, hanno dichiarato che la città è diventata un centro per il commercio illecito di tabacco e sigarette elettroniche, individuando diciassette attività commerciali illegali da gennaio 2026. L’organismo di vigilanza sul commercio Trading Standards ha sequestrato 272.740 sigarette illecite, 85,25 chili di tabacco da arrotolare e 9.694 dispositivi da vaping non a norma dall’inizio dell’anno, dopo i 59 sequestri registrati nel 2025. Con circa 10 negozi di vaping ogni centomila abitanti, Newport si attesta all’ottavo posto nel Regno Unito per densità di rivendite,. I funzionari locali hanno sottolineato che il mercato illegale danneggia i rivenditori autorizzati ed è collegato ad attività criminali estese.
Paesi Bassi – Dogane sequestrano 106 milioni di sigarette illecite nel primo semestre 2026
L’Amministrazione delle dogane dei Paesi Bassi ha sequestrato 106 milioni di sigarette contrabbandate nella prima metà del 2026, intensificando le misure contro un canale di finanziamento della criminalità organizzata. Gran parte dei tabacchi è stata intercettata nei container marittimi, spingendo a potenziare l’unità speciale condivisa con il Fiscal Information and Investigation Service (Fiod) e ad adottare nuovi algoritmi di rilevamento nello scalo di Schiphol. La direttrice generale delle dogane Nanette van Schelve ha dichiarato che il contrabbando di tabacco rappresenta ormai un “modello di entrate fisse” per i network criminali, alimentato dalle alte accise nazionali.


