L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 9 al 15 agosto

La consueta rubrica settimanale con i principali fatti dal vaping di tutto il mondo

Stati UnitiVentiquattro esperti chiedono di includere le e-cigarette nelle cure antifumo
Ventiquattro esperti della Treatment Research Network della Society for Research on Nicotine and Tobacco hanno raccomandato ai medici statunitensi di includere le sigarette elettroniche con nicotina tra i trattamenti farmacologici basati sulle evidenze per smettere di fumare. È quanto emerge dalla comunicazione speciale “Nicotine E-Cigarettes for Cigarette Smoking Cessation: Recommendations to US-Based Clinicians”, pubblicata su Jama e firmata, tra gli altri, da Nancy A. Rigotti, del Tobacco Research & Treatment Center, Department of Medicine, Massachusetts General Hospital, Harvard Medical School di Boston. Gli autori hanno rilevato che le e-cigarette con nicotina sono meno dannose delle sigarette tradizionali e che le evidenze disponibili indicano una maggiore efficacia nella cessazione rispetto alle terapie sostitutive con nicotina approvate dalla Food and Drug Administration (Fda). Il documento raccomanda di discutere con i fumatori adulti rischi, benefici e alternative, valutando caratteristiche, preferenze e necessità individuali, e di correggere eventuali percezioni errate sui rischi del vaping. Gli esperti hanno concluso che escludere le sigarette elettroniche dal confronto sulle opzioni per smettere di fumare non è coerente con le evidenze disponibili e ne hanno sostenuto l’inclusione tra i trattamenti basati sulle evidenze per ridurre i danni del fumo.

La sigaretta elettronica deve entrare a pieno titolo nelle cure antifumo

 

Regno UnitoReazioni contrastanti al piano del governo per i controlli sui negozi del vaping
Reazioni contrastanti all’annuncio del governo britannico di voler dare ai consigli locali maggiori poteri sulle attività commerciali, prevedendo permessi urbanistici per l’apertura di nuovi negozi specializzati di prodotti per lo svapo e sale da gioco per adulti. Le misure mirano a gestire la distribuzione delle attività nei centri urbani e a contrastare la concentrazione di punti vendita di prodotti per lo svapo e gioco d’azzardo. Dr Marina Murphy, responsabile delle relazioni esterne di Haypp UK, ha sostenuto un quadro che riconosca i negozi di vape come categoria distinta. Ben Johnson, amministratore delegato di Riot Labs, ha condiviso l’obiettivo ma ha definito il permesso urbanistico “un test sulla localizzazione applicato a un problema di condotta”. Riot Labs e Action on Smoking and Health hanno rilevato che l’obbligo riguarderebbe solo i nuovi esercizi, Johnson ha chiesto invece di applicare le disposizioni sulle licenze contenute nel Tobacco and Vapes Act 2026 anche ai punti vendita già esistenti.

 

IrlandaAromi e-cig, Italia e Grecia contro il divieto
Il progetto di legge irlandese che limita aromi, confezioni, aspetto, pubblicità ed esposizione dei prodotti contenenti nicotina è stato sottoposto a esame europeo dopo i pareri circostanziati presentati da Italia e Grecia il 7 luglio. L’intervento ha prorogato al 7 ottobre 2026 il periodo di sospensione previsto dalla procedura Tris, coordinata dalla Commissione europea. L’Italia, attraverso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha contestato in particolare il rischio che requisiti nazionali ostacolino la libera circolazione delle merci nel mercato unico. La proposta irlandese, Public Health (Tobacco Products and Nicotine Inhaling Products) (Amendment) Bill 2026, prevede anche che il ministro della Salute possa disciplinare le denominazioni degli aromi, limitate nella versione notificata a Bruxelles a Tobacco e Unflavoured. Delon Human, leader dell’organizzazione Smoke Free Sweden, ha invitato Dublino a riconsiderare il provvedimento durante il periodo di sospensione: “Proteggere i giovani e aiutare i fumatori a smettere sono obiettivi compatibili”, ha detto. La procedura non costituisce un veto alla legge irlandese, ma apre un confronto sulla proporzionalità delle restrizioni e sul loro impatto sul mercato unico.

Il divieto irlandese sugli aromi incontra l’opposizione di Italia e Grecia

 

Unione EuropeaEsperti: restrizioni nicotina mal concepite rischiano di bloccare alternative più sicure
Restrizioni mal concepite potrebbero ostacolare l’accesso ad alternative più sicure, rendendo al contempo le sigarette tradizionali ancora abbastanza facili da procurarsi. È l’allarme degli esperti di riduzione del danno raccolto in un articolo di Diane Caruana per Vaping Post. L’autrice ha esaminato le politiche introdotte o proposte negli ultimi tempi in Polonia, Francia, Lituania e Paesi Bassi sui prodotti a base di nicotina, evidenziando le misure su aromi, vendite online, tassazione e accesso degli adulti alle alternative senza combustione. La Polonia ha proposto di vietare quasi tutti gli aromi delle bustine di nicotina, mentre Svezia, Romania, Slovacchia e Grecia hanno presentato obiezioni nell’ambito del sistema Ue sui regolamenti tecnici, prorogando la sospensione fino al 6 novembre 2026.  In Lituania l’accisa sugli e-liquid è salita da 0,25 euro al millilitro nel 2024 a 0,63 nel 2025 e 1,56 nel 2026, con una previsione di 3,91 euro nel 2027.  Nei Paesi Bassi il governo ha proposto di aumentare da 18 a 21 anni l’età minima per acquistare sigarette, sigarette elettroniche e altri prodotti con nicotina, mentre in Francia sono stati introdotti controlli dell’età online tramite verifica basata sui selfie. Le politiche europee sulla nicotina sono ragionevoli o esagerate, si interroga l’autrice, e le risposte degli esperti sono preoccupate: la tutela dei minori è legittima, ma non giustifica automaticamente la rimozione di prodotti destinati agli adulti che competono con le sigarette.

 

Stati UnitiStudio ritirato per errori nell’analisi dei dati
Il Journal of Adolescent Health ha ritirato lo studio “Demographic Drivers of E-Cigarette Use Initiation and Continuation Among U.S. Adolescents”, condotto da cinque ricercatori della University of Alabama guidati da Olayemi Timothy Adekeye, dopo aver rilevato errori nell’analisi dei dati che ne hanno compromesso i risultati. La ricerca, pubblicata online nel 2025 e nel numero 78 della rivista del febbraio 2026, aveva analizzato i dati della National Youth Tobacco Survey 2023 relativi a 3.391 adolescenti che avevano usato almeno una volta una sigaretta elettronica. Secondo i risultati ritirati, curiosità e influenza dei coetanei erano le principali motivazioni per iniziare a svapare, indicate rispettivamente dal 26% e dal 19% degli intervistati, mentre tra coloro che continuavano a utilizzare le sigarette elettroniche, prevalevano il desiderio di ottenere uno stordimento dalla nicotina (31,5%) e ansia, stress o depressione (22%). La rivista ha precisato che gli errori erano “accidentali”, senza specificare quali passaggi dell’analisi statistica fossero interessati, né se riguardassero campionamento, variabili, test statistici o ponderazione dei dati. Quel che è certo è il fatto che tanti studi sulla sigaretta elettronica si stanno rivelando col tempo inaffidabili.

Sigaretta elettronica, studio ritirato: risultati viziati da errori nei dati

 

GlobalStudio: standardizzare colori e marchi delle e-cig riduce l’interesse soprattutto tra i fumatori
La standardizzazione estetica delle sigarette elettroniche incide soprattutto sull’interesse dei fumatori. È quanto emerge dallo studio “Impact of standardising the colour and branding of vape devices on product appeal among young people: a randomised experiment in England, Canada and the United States”, pubblicato su Tobacco Control e condotto da nove ricercatori britannici e canadesi. La ricerca ha esaminato 15.259 persone tra 16 e 29 anni in Canada, Regno Unito e Usa, sottoposte alla valutazione di quattro e-cig commerciali o degli stessi dispositivi standardizzati, bianchi e privi di loghi e marchi. Nel campione complessivo, la quota di chi non era interessato a provarne alcuno è salita dal 62,8% al 67,1%, mentre tra chi aveva fumato ma non svapato nei 30 giorni precedenti è passata dal 37,5% al 47,5%. Tra chi non aveva mai fumato né svapato è aumentata invece dal 91,2% al 92,9%. Gli autori hanno rilevato inoltre un impatto minimo della standardizzazione sulla percezione della nocività dei prodotti, osservando che l’effetto sull’interesse è risultato maggiore proprio tra le persone con una precedente esperienza di fumo o svapo. Un approfondimento dei risultati dello studio nell’articolo su Sigmagazine.

Sigarette elettroniche senza colori e loghi: la standardizzazione scoraggia i fumatori

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