L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 30 agosto al 5 settembre

La consueta rubrica settimanale con i principali fatti dal vaping di tutto il mondo.

Svezia – Le elezioni politiche rischiano di frenare la riforma europea delle accise sul tabacco
Le elezioni politiche svedesi rischiano di rallentare la revisione della Tobacco Excise Directive (Ted), con il prossimo incontro dei diplomatici europei del 14 settembre che potrebbe registrare pochi progressi per l’incertezza sulla formazione del governo di  Stoccolma. L’eventuale stallo potrebbe ritardare l’intesa che l’Irlanda, presidente di turno del Consiglio Ue, punta a raggiungere entro ottobre e potrebbe portare la Svezia ad astenersi nel voto previsto al Consiglio Ecofin del 9 ottobre. Il dossier prevede un riassetto della tassazione sui prodotti del tabacco e sulle alternative senza combustione e, nel quadro finanziario pluriennale, Bruxelles punta a destinare al bilancio comunitario parte delle accise nazionali, per 11,2 miliardi di euro l’anno. La Svezia si oppone in particolare alla tassazione delle bustine di nicotina e difende lo snus, esente da divieti nel Paese. Le organizzazioni favorevoli alla riduzione del danno sostengono che mantenere un diverso livello di tassazione possa favorire il passaggio dalle sigarette.

Il voto svedese frena la riforma europea delle accise sul tabacco

 

Unione Europea– Dati Eurostat, tabacco e nicotina insieme alterano la fotografia dei consumi
Nel 2025 il 23,9% degli svedesi sopra i 16 anni utilizzava quotidianamente tabacco o prodotti correlati, secondo gli ultimi dati Eurostat, che collocavano la Svezia al secondo posto nell’Ue dopo la Bulgaria, al 26,3%, e davanti alla Croazia, al 23,6%. La categoria comprende sigarette, sigarette elettroniche, prodotti del tabacco riscaldato e bustine di nicotina, equiparando quindi ai fumatori anche coloro che avevano sostituito completamente le sigarette con prodotti senza combustione. Un controsenso, perché la Svezia registrava invece da anni uno dei tassi di fumo più bassi d’Europa, inferiore al 5%: un risultato raggiunto in larga parte proprio grazie alla diffusione di snus e bustine di nicotina, che aveva accompagnato il calo del consumo di sigarette. Nell’Ue il consumo quotidiano di tabacco o prodotti correlati era sceso al 16,5% dal 17,5% del 2022, mentre l’Italia era al 15,8%, anche in questo caso senza distinguere tra fumatori e utilizzatori di prodotti alternativi. I dati misuravano quindi la diffusione complessiva di prodotti contenenti tabacco o nicotina, ma non consentivano di stilare una classifica dei Paesi per consumo di sigarette, rendendo non visibile nelle statistiche il fenomeno della sostituzione dei prodotti combusti con quelli senza combustione. Un errore metodologico che rischia di diventare anche ideologico.

Il calderone della nicotina che trasforma la Svezia in un Paese di fumatori

 

Malesia – Parlamentari chiedono divieto per liquidi da vaping con nicotina
Due deputati malesiani hanno chiesto al governo di classificare i liquidi per sigarette elettroniche contenenti nicotina come “veleni controllati”, dopo la decisione di non impugnare la sentenza dell’Alta Corte che li ha reinseriti nell’elenco dei veleni. Lee Chean Chung, deputato di Petaling Jaya, e Ahmad Yunus Hairi, deputato di Kuala Langat, hanno chiesto al ministero della Salute di vietare la vendita ricreativa dei prodotti e al ministero delle Finanze di interrompere la riscossione delle accise. I parlamentari hanno inoltre chiesto il rimborso di oltre 354 milioni di ringgit, pari a circa 75,8 milioni di euro, di accise raccolte dall’aprile 2023, sostenendo che la tassazione contrasta con lo status giuridico dei prodotti. I liquidi con nicotina sono classificati come veleni del gruppo C ai sensi della legge sui veleni e la vendita per uso ricreativo è vietata salvo prescrizione di un medico o farmacista, creando incertezza per il mercato del vaping.

 

Stati Uniti – California, vietati i dispositivi monouso per vaping dal 2027
I legislatori della California hanno approvato l’Assembly Bill 762, che vieterà dal 1° gennaio 2027 la produzione e l’importazione di sigarette elettroniche monouso con batteria integrata contenenti prodotti del tabacco e dal 1° gennaio 2028 la vendita e distribuzione. I dispositivi per cannabis sono esclusi. Per restare legali, i prodotti dovranno essere ricaricabili con liquido o dotati di pod sostituibili e batteria ricaricabile. Il provvedimento, approvato dal Senato il 25 agosto e dall’Assemblea il 26 agosto, attende la firma del governatore Gavin Newsom. I sostenitori, tra cui la promotrice Jacqui Irwin e gruppi ambientalisti, hanno citato rifiuti, materiali tossici e rischi di incendi delle batterie al litio. Le associazioni del settore hanno criticato la radicalità della legge, ricordando che i dispositivi aiutano gli adulti a smettere di fumare e hanno avvertito che le restrizioni potrebbero spingere alcuni consumatori verso le sigarette tradizionali. La California vieta già gran parte dei prodotti del tabacco aromatizzati, comprese le sigarette elettroniche.

 

Stati Uniti – Cause contro il tabacco modello per quelle contro i social
Il processo “People of the State of California vs. Meta Platforms Inc.”, avviato a Oakland, vede 29 Stati accusare Meta di aver reso dipendenti bambini e adolescenti da Facebook e Instagram, con richieste fino a 1.400 miliardi di dollari tra risarcimenti e sanzioni. A sostegno dell’accusa è stato chiamato il whistleblower Arturo Béjar, ex responsabile della sicurezza di Meta, che ha riferito di studi interni sugli effetti dannosi delle piattaforme. Il caso richiama con evidenza le cause contro l’industria del tabacco degli anni ’90, culminate nel 1998 nell’accordo da 246 miliardi di dollari tra 40 Stati e Philip Morris e altri tre produttori. Il precedente, secondo il professore di diritto Vincent Joralemon dell’Università di Berkeley, mostra come le cause possano basarsi sull’accusa che aziende abbiano promosso tra i minori prodotti capaci di creare dipendenza e dannosi per la salute. L’accordo sul tabacco generò fino a 13 miliardi di dollari di compensi per gli avvocati e il modello è stato poi riproposto, con risultati limitati, contro produttori di fast food, bevande zuccherate e aziende petrolifere e carbonifere.

Usa, dalle cause legali contro il tabacco il modello per i processi contro i social

 

Stati Uniti – Pennsylvania difende in tribunale la legge sui liquidi aromatizzati per sigarette elettroniche
La Pennsylvania ha chiesto a una Corte federale di confermare l’applicazione delle restrizioni statali sulla maggior parte delle sigarette elettroniche aromatizzate, contestate in un ricorso costituzionale. Nel deposito giudiziario lo Stato ha sostenuto che i ricorrenti non hanno probabilità di successo e ha citato diverse decisioni delle corti d’appello federali che hanno confermato norme analoghe. La Pennsylvania ha affermato che la legge persegue obiettivi di salute pubblica ed è coerente con l’autorità degli Stati nella regolamentazione dei prodotti a base di tabacco e nicotina. Il procedimento rappresenta un nuovo passaggio nel confronto sulle normative statali statunitensi sui prodotti per il vaping, caratterizzate da regole differenti tra gli Stati.

 

Regno Unito – Sequestrati prodotti da fumo e vaping illeciti nel Northamptonshire
Gli agenti della Northamptonshire Police hanno sequestrato beni illegali per un valore superiore a 75.000 sterline, tra cui 99.325 sigarette, 41,95 chilogrammi di tabacco da arrotolare e 273 dispositivi da vaping monouso. L’attività rientra nell’operazione Jackgate condotta in collaborazione con il North Northamptonshire Council’s Trading Standards, che ha preso di mira diversi esercizi commerciali a Wellingborough, Corby e Kettering, scoprendo sofisticati metodi di occultamento nei locali e nei veicoli. Il responsabile dell’operazione, Curtis Chambers, ha dichiarato che l’azione contrasta un commercio criminale che danneggia le imprese e crea rischi per la salute. Il tema del mercato illecito è stato affrontato anche nell’ultimo Global Forum on Nicotine (Gfn) in Polonia, dove si è concluso che il proibizionismo non ferma la domanda. Questa notizia di cronaca dal Regno Unito ne è un’ulteriore conferma.

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