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Germania – Tassa sui liquidi da vaping, gli aumenti rischiano di spingere il mercato verso l’illegalità
Il Bündnis für Tabakfreien Genuss (BfTG) ha avvertito che ulteriori aumenti della tassa sui liquidi per sigarette elettroniche potrebbero spingere consumatori e imprese verso il mercato illegale, sulla base di un sondaggio condotto ad agosto tra 206 produttori e rivenditori. L’imposta, introdotta nel 2022, è attualmente di 0,32 euro al millilitro e dovrebbe salire a 0,36 euro nel 2030, mentre nel procedimento legislativo è stata ipotizzata una crescita anticipata a 0,35 euro nel 2027 e 0,36 euro nel 2028. Il 95,6% degli operatori ritiene che con una tassa di 0,36 euro il mercato illegale aumenterebbe e l’88,8% ha osservato il passaggio di clienti dal mercato legale a quello illegale a causa dei prezzi. La prolungata crisi economica che attanaglia la Germania da qualche anno e l’inflazione che corrode i salari costituiscono anche fattori contingenti aggravanti. Secondo il BfTG, nel 2025 il gettito della tassa è stato di circa 403 milioni di euro, contro i 520 milioni previsti inizialmente, con uno scostamento negativo del 22,5%. Con un’aliquota di 0,36 euro al millilitro, il 78,5% delle imprese prevede inoltre di ridurre o rinviare gli investimenti e il 42,4% si aspetta una diminuzione dell’occupazione.
Germania, con più tasse la sigaretta elettronica rischia di finire nel nero
Australia – Indietro tutta: una commissione del Senato propone la revisione sul vaping e il blocco delle accise
Inversione di marcia nella politica verso le sigarette elettroniche. Una commissione del Senato australiano ha chiesto di ampliare l’accesso legale ai prodotti da vaping con nicotina e di congelare gli aumenti delle accise sulle sigarette, giudicando l’attuale approccio vicino a “un punto di rottura”. Il rapporto di maggioranza della Commissione per gli affari giuridici e costituzionali ha contestato il modello che limita la vendita delle sigarette elettroniche alle farmacie, indicando nel divieto di fatto del mercato commerciale e nell’elevata tassazione del tabacco fattori della crescita del mercato nero. La commissione ha inoltre chiesto di sospendere ulteriori aumenti delle accise sul tabacco e una valutazione indipendente su una riduzione della tassazione. Senatori laburisti e verdi hanno presentato relazioni dissenzienti, opponendosi all’ampliamento della vendita delle sigarette elettroniche e alla riduzione delle accise. Il rapporto è consultivo e spetterà al governo decidere se trasformare le raccomandazioni in norme.
Troppi divieti, troppa illegalità: l’Australia ripensa il vaping
Francia – Il Rassemblement National lancia anche il tema del vaping nella campagna presidenziale
È il Rassemblement National a gettare il tema del vaping nel mezzo della campagna presidenziale del 2027, che in Francia vede proprio in questi giorni i primi passi. Marine Le Pen, candidata del partito di destra, ha chiesto ai tabaccai “regole stabili, leggibili e pragmatiche” per sigarette elettroniche e nuovi prodotti della nicotina, con un maggiore coinvolgimento degli operatori nelle decisioni. Nella lettera aperta alla categoria, Le Pen ha promesso lo stop all’escalation fiscale sul tabacco, proponendo il congelamento delle tasse e la fine dell’indicizzazione dei prezzi all’inflazione. La candidata ha ricordato che negli ultimi dieci anni il prezzo del tabacco in Francia è aumentato del 90% e ha proposto di affrontare a livello europeo le differenze fiscali tra Paesi confinanti. Tra gli altri impegni figurano il rafforzamento delle sanzioni contro le organizzazioni criminali coinvolte nel mercato illegale e maggiori strumenti per le autorità di controllo, compresa la polizia municipale. La posizione sul vaping da parte dei nazionalisti francesi arriva mentre in Europa prosegue il confronto sulla revisione delle direttive sui prodotti del tabacco (Tpd) e sulle accise (Ted): anche per questo il futuro dei prodotti alternativi al fumo è divenuto, almeno in questa fase iniziale, uno dei temi della campagna presidenziale francese.
Regno Unito – “Enough is enough”, UKvia lancia campagna per proteggere i minori senza penalizzare gli adulti
L’associazione britannica UK Vaping Industry Association (UKvia) ha lanciato la campagna “Enough is enough” per chiedere al governo un “Fair Deal” che protegga i minori e contrasti il mercato illegale senza penalizzare gli adulti che usano le sigarette elettroniche. Dal 1° ottobre entreranno in vigore una tassa di 2,20 sterline ogni 10 ml e l’obbligo del contrassegno di Stato sui prodotti del vaping, mentre sono state proposte ulteriori restrizioni su packaging, colori, aromi, esposizione nei negozi e apertura dei vape shop. La campagna si rivolge ai circa 5,5 milioni di adulti che usano sigarette elettroniche in Gran Bretagna, tra cui 3,3 milioni di ex fumatori. UKvia ha inoltre citato il dato secondo cui il 52% dei fumatori adulti britannici ritiene erroneamente che il vaping sia dannoso quanto o più del fumo tradizionale e ha chiesto una campagna pubblica per informare sulla differenza di rischio. Il direttore generale John Dunne ha dichiarato: “Enough is enough. I consumatori e le aziende responsabili comprendono la necessità di una regolamentazione”, ma ha avvertito che misure non proporzionate potrebbero compromettere gli obiettivi di salute pubblica.
Sigaretta elettronica, l’industria britannica: “Adesso basta”
Global – Il cardiologo Farsalinos racconta il “paradosso” nelle politiche su cannabis e nicotina
Konstantinos Farsalinos, cardiologo e ricercatore greco fra i maggiori esperti internazionali di riduzione del danno, ha pubblicato su Harm Reduction Journal il contributo “Cannabis Green Wave versus Nicotine Freeze: the regulatory paradox of cannabis liberalization and nicotine prohibition”. Lo studio ha confrontato la progressiva regolamentazione della cannabis, fondata anche su riduzione del danno, autonomia degli adulti e controllo del mercato, con l’inasprimento delle restrizioni sui prodotti non combustibili alla nicotina. Secondo Farsalinos, le politiche sulla nicotina limitavano soprattutto sigarette elettroniche e alternative alla combustione, nonostante la combustione rappresentasse una componente rilevante del danno associato al consumo di tabacco. L’autore ha definito questa impostazione “paternalismo selettivo” e ha evidenziato una “dissonanza precauzionale” nella diversa applicazione delle politiche di tutela dei minori e degli adulti. Il contributo ha sostenuto un approccio alla riduzione del danno basato sui rischi effettivi dei prodotti e delle modalità di consumo, per evitare che i divieti spostassero la domanda verso mercati non regolamentati.
Cannabis libera, nicotina vietata: il paradosso della riduzione del danno
Stati Uniti – Douglas (University of Michigan): distinguere nicotina, fumo e vaping per valutare il rischio
Una comunicazione che presenta nicotina e fumo come equivalenti può ridurre la percezione della differenza tra continuare a fumare e passare completamente a un prodotto non combustibile. È quanto ha evidenziato Cliff Douglas, esperto di politiche, regolamentazione e diritto del tabacco, adjunct professor presso la School of Public Health della University of Michigan e presidente e amministratore delegato di Global Action to End Smoking. Tra gli esempi, Douglas ha citato lo studio di Jeanette Y. C. Sullivan e colleghi della University of California, Irvine, che ha confrontato gli effetti dell’estratto di fumo di sigaretta e dell’aerosol elettronico su cellule immunitarie e cellule staminali e progenitrici ematopoietiche. I risultati hanno mostrato che l’estratto di fumo ha soppresso in modo consistente la risposta infiammatoria, mentre quello dell’aerosol elettronico ha avuto un effetto minimo, nonostante la sinossi dello studio associasse “uso del tabacco e della nicotina” al rischio oncologico prevenibile. Douglas ha richiamato anche una review sul trattamento dei disturbi da uso di nicotina negli adolescenti, uno studio murino (sui topi) sull’esposizione passiva al vapore di nicotina e l’appello dell’International Society of Pediatric Respiratory Diseases per un divieto globale delle sigarette elettroniche, sottolineando la necessità di distinguere risultati scientifici, interpretazione e scelte regolatorie. Secondo Douglas, si corre un grande rischio a confondere nicotina, tabacco, fumo e sigaretta elettronica: dipendenza e letalità non sono sinonimi, così come pericolo e rischio non sono sinonimi.
Nicotina, fumo e sigaretta elettronica: quando le parole confondono il rischio
Global – Diabete tipo 2, sigaretta elettronica tra le aree di ricerca per smettere di fumare
Un gruppo internazionale di 35 esperti di 13 Paesi e cinque continenti ha pubblicato su Diabetes Research and Clinical Practice le “International consensus recommendations for smoking cessation in type 2 diabetes from the DiaSmokeFree Working Group”, prime raccomandazioni internazionali specifiche per la cessazione dal fumo nelle persone con diabete di tipo 2. Il documento comprende 34 raccomandazioni, un vero percorso clinico per aiutare le persone con diabete a smettere di fumare, e non indica la sigaretta elettronica come trattamento di prima linea, ritenendo insufficienti le evidenze specifiche disponibili, ma la include tra le aree per le quali servono nuove ricerche. Le indicazioni raccomandano come prima scelta farmacologica la vareniclina, quando accessibile, con terapia sostitutiva della nicotina e bupropione come alternative, associate a un supporto comportamentale strutturato e a un monitoraggio dopo la cessazione. Gli autori sottolineano inoltre la necessità di controllare il paziente entro due settimane e intorno alle quattro settimane.
Sigaretta elettronica, quale ruolo per chi ha il diabete di tipo 2?
Global – Studio: svapare dimezza il consumo di sigarette anche se non si vuol smettere
Anche chi non vuol smettere di fumare può trarre beneficio dallo svapo. Lo certifica uno studio randomizzato controllato, pubblicato su Nicotine & Tobacco Research. L’analisi ha preso in esame soggetti adulti con dipendenza da oppiacei che seguono un percorso terapeutico e abitualmente consumano tabacco, un target per il quale i consueti metodi per smettere di fumare mostrano un’efficacia estremamente limitata. Ebbene, in tale gruppo il consumo di sigarette si è più che dimezzato in otto settimane, senza aumento dell’astinenza o della dipendenza da nicotina e senza compromettere la stabilità del trattamento. Anche il monossido di carbonio nell’aria espirata è diminuito significativamente, passando da 22,9 a 12,5, contro una variazione da 23,7 a 20,3 nel gruppo di controllo. Lo studio ha coinvolto fumatori che non avevano intenzione di smettere e ha quindi valutato la sigaretta elettronica come alternativa al consumo combusto, anziché come strumento per la cessazione. Gli autori hanno indicato tra i limiti il campione ridotto e il periodo di osservazione di sole otto settimane, precisando che i risultati non possono essere estesi automaticamente a tutti i fumatori. I risultati indicano tuttavia che, anche in assenza di un obiettivo di cessazione completa, il passaggio parziale a un prodotto non combustibile può ridurre il consumo di sigarette e l’esposizione ai prodotti della combustione.
La sigaretta elettronica dimezza il consumo di tabacco anche senza voler smettere



