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Nicotina e fumo, Palau confonde i due concetti davanti all’Onu

Il presidente rilancia la richiesta di revisione della sostanza e le attribuisce i 7 milioni di morti globali dovuti al tabacco.

La richiesta di Palau all’Onu di sottoporre la nicotina a una revisione dell’Organizzazione mondiale della sanità per valutarne l’inserimento tra le sostanze psicotrope non era, evidentemente, una boutade. A poco più di tre mesi dall’iniziativa con cui il piccolo Stato insulare ha chiesto formalmente alle Nazioni Unite di avviare l’iter, il presidente Surangel Whipps Jr. è tornato sull’argomento dal palco dell’Assemblea generale dell’Onu, rilanciando la campagna e attribuendo però alla nicotina un dato che riguarda invece il consumo di tabacco: oltre sette milioni di morti ogni anno.

Surangel Whipps

Nel suo intervento del 23 settembre, Whipps ha ringraziato sua moglie, la first lady Valerie, per il lavoro svolto contro il consumo di tabacco e nicotina tra i giovani e ha ricordato come le sue iniziative abbiano portato alla richiesta formale al segretario generale dell’Onu di avviare una revisione dell’Oms sulla nicotina come sostanza psicotropa. Subito dopo è arrivata l’affermazione contestata dagli esperti: “A livello globale, la nicotina provoca oltre 7 milioni di morti ogni anno e più di un miliardo di persone è intrappolato nella dipendenza”. Da questa premessa, il presidente di Palau ha invocato maggiore prevenzione, più sostegno alla cessazione e politiche capaci di ridurre attrattiva e accessibilità economica dei prodotti contenenti nicotina.
Uno strafalcione innanzitutto scientifico, secondo gli esperti di riduzione del danno che hanno reagito all’intervento. L’organizzazione Smoke Free Sweden definisce l’affermazione del presidente di Palau una “pericolosa distorsione della scienza” e sottolinea come la stessa Organizzazione mondiale della sanità attribuisca i circa sette milioni di decessi annuali al tabacco, non alla nicotina. La distinzione non è soltanto terminologica. L’Oms riconduce infatti al consumo di tabacco oltre sette milioni di morti ogni anno e indica il fumo di tabacco come causa di numerose patologie, tra cui tumori, malattie cardiovascolari e respiratorie. La nicotina viene invece descritta dall’Organizzazione come una sostanza che crea forte dipendenza, particolarmente dannosa per bambini, adolescenti e giovani adulti.
La differenza emerge in modo ancora più esplicito nei documenti dell’Oms dedicati alle terapie sostitutive con nicotina. In uno di questi l’Organizzazione sottolinea che, pur creando dipendenza, la nicotina non è la sostanza responsabile della maggior parte dei danni associati al fumo: “È il fumo di tabacco, non la nicotina, a provocare la maggior parte dei danni” (OMS, Regulation of nicotine replacement therapies: an expert consensus, 2001). Non è inoltre irrilevante che la stessa Oms consideri la nicotina uno strumento terapeutico per la cessazione dal fumo. Alcune terapie sostitutive con nicotina, come cerotti e gomme, sono raccomandate dall’Organizzazione per aiutare i fumatori a smettere e sono inserite nella Lista dei medicinali essenziali dell’Oms. La nicotina, dunque, non viene considerata dall’Organizzazione soltanto come una sostanza che crea dipendenza, ma anche come uno strumento farmacologico per aiutare i fumatori a interrompere il consumo di tabacco.

Marewa Glover

È proprio questa distinzione che, secondo Delon Human, leader di Smoke Free Sweden ed ex segretario generale della World Medical Association, viene cancellata dall’intervento di Whipps. “Sette milioni di persone non muoiono ogni anno perché consumano nicotina. È la stessa Oms ad attribuire quei decessi al tabacco”, ha dichiarato Human, aggiungendo che confondere nicotina e fumo rischia di fornire a governi, autorità sanitarie e soprattutto fumatori un’informazione fuorviante. Sulla stessa linea Marewa Glover, ricercatrice neozelandese nel campo della riduzione del danno da tabacco. “La nicotina crea dipendenza, ma nicotina e fumo non sono sinonimi”, ha osservato, ricordando che la maggior parte dei decessi dei fumatori è dovuta all’esposizione alle sostanze tossiche generate dalla combustione del tabacco. Secondo Glover, presentare la nicotina come responsabile delle conseguenze letali del fumo può inoltre rendere più difficile per i fumatori comprendere la differenza di rischio tra le sigarette tradizionali e le alternative prive di combustione.
La questione assume un peso particolare proprio perché la dichiarazione di Whipps è arrivata dalla tribuna dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. E soprattutto perché arriva mentre è già formalmente avviata la procedura con cui Palau ha chiesto al Comitato di esperti dell’Oms sulla tossicodipendenza di effettuare una revisione critica della nicotina nell’ambito della Convenzione del 1971 sulle sostanze psicotrope. Sarebbe auspicabile, però, che la differenza fra fumo e nicotina fosse ben chiara tanto a chi presenta tali istanze quanto a chi è chiamato a valutarle.

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