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di Stefano Caliciuri

È stata la più battagliera sin dall’inizio di tutta la vicenda parlamentare che ha riguardato la sigaretta elettronica. Già l’anno scorso interrogò il ministro Lorenzin sulla necessità di favorire gli strumenti di riduzione del danno, poi per tentare di convincere in ogni modo il governo di rimetter mano alla normativa e abbassare la tassazione sui liquidi con e senza nicotina. Purtroppo le richieste non hanno avuto l’effetto sperato ma negli archivi di questa settimana legislatura rimarrà l’impegno e la costanza con cui ha affrontato e difeso il settore del vaping. Adriana Galgano (Civici Innovatori-Energie per l’Italia) ieri è riuscita a far approvare in aula della Camera un Ordine del giorno che impegna il governo a rimodulare la tassazione, almeno dimezzandola rispetto a quanto previsto ad oggi. Portarla cioé dagli attuali 5 euro a 2,4 euro Iva inclusa.
Una amara soddisfazione perché se l’intenzione politica della maggioranza fosse davvero di abbassarla, i partiti di governo avrebbero potuto farlo le settimane scorse, dal Decreto fiscale al Senato sino alla legge di Stabilità in Quinta commissione della Camera. E’ inspiegabile l’accanimento governativo nei confronti di uno strumento che permette di salvare la vita a milioni di persone e che riduce del 95 per cento il danno del tabacco. Il testo dell’onorevole Galgano contiene passi relativi la salute, tra cui le evidenze riscontrate dalla comunità scientifica internazionale.
Questo il testo approvato dall’aula della Camera.

La Camera, Premesso che:
in sede di esame il disegno di legge recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”;
l’art.1, comma 39-bis e 39-ter, del disegno di legge in esame, modificano la disciplina dell’imposta di consumo sui prodotti succedanei dei prodotti da fumo contenuta nel TUA – Testo unico accise. Qui non viene prevista la revisione fiscale del comparto delle sigarette elettroniche;
l’articolo 62-quater, comma 1-bis, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, prevede che sui prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, esclusi quelli autorizzati all’immissione in commercio come medicinali ai sensi del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, e successive modificazioni, l’imposta di consumo è pari a € 0,3933 il millilitro più iva. Il che vuol dire che ogni flacone in commercio da 10 millilitri ha una tassa pari a 5 euro iva inclusa;
è scientificamente provato che il fumo di sigaretta tradizionale è cancerogeno, mentre a differenza dell’utilizzo di tabacco da fumo, il procedimento fisico col quale avviene la somministrazione del liquido contenente nicotina attraverso la sigaretta elettronica non è combustione, bensì vaporizzazione che a differenza della combustione, non genera sostanze cancerogene;
oncologi di fama mondiale, come il compianto Veronesi e Tirelli, hanno più volte dichiarato di considerare le sigarette elettroniche un importante strumento di prevenzione e tutela dei danni da tabagismo. In Italia, infatti, l’80% dei 70mila decessi annui da fumo sarebbe dovuto non alla nicotina ma ad inalazione di catrame, particelle e gas tossici che non sono presenti nelle sigarette elettroniche;
il 10,7 per cento degli utenti di sigaretta elettronica (che in totale sono stimati in 2.5 milioni) hanno totalmente smesso di fumare, con un miglioramento della salute pubblica ed un calo dei costi di cura per malattie derivanti dal fumo fino ad euro 227.375.000 all’anno, come da dati risultanti dall’Istituto Superiore di Sanità;
secondo il rapporto condotto nel Regno Unito per conto di Public Health England, l’autorità sanitaria inglese, le sigarette elettroniche sono per il 95% meno dannose rispetto a quelle convenzionali e c’è comunque ampio consenso all’interno della comunità scientifica sul fatto che il vapore elettronico sia significativamente meno dannoso del fumo di tabacco. Pertanto le sigarette elettroniche potrebbero svolgere un ruolo importante nel raggiungere uno degli obiettivi delle Nazioni Unite per il 2025: ridurre del 30% il numero di fumatori e le morti per cancro e tumori”;
il mercato delle sigarette elettroniche e dei liquidi contenenti nicotina da esse vaporizzato, che, ad oggi, conta un fatturato di produzione di liquidi medio di euro 106 milioni, un fatturato di distribuzione di liquidi e sigarette elettroniche medio di euro 321,135 milioni, con 3.700 – 4.700 distributori per un totale stimato di 4.050 – 6.400 lavoratori;
si impegna il Governo a:
a monitorare gli effetti applicativi della disciplina in esame relativi al settore della sigaretta elettronica e a valutare l’opportunità, al fine di  salvaguardare la salute dei cittadini, posti di lavoro e un settore dell’economia in crescita,  di prevedere una diminuzione del 50%  dell’accisa  sui liquidi da inalazione.