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di Stefano Caliciuri

A parole si è tutti buoni e bravi. Ma sono i fatti che fanno la storia. E domani accadrà un fatto che per il settore del vaping potrebbe mettere un punto esclamativo. Una plateale dimostrazione di orgoglio e di non sottomissione. Antonella Panuzzo, presidente dell’associazione dei negozianti specializzati in sigarette elettroniche, suonerà il campanello del civico 11 di piazza Mastai, l’Agenzia dei Monopoli. E se, come è successo sino ad oggi, nessuno le aprirà portone per darle udienza, si accamperà in piazza Mastai sino a quando non l’ascolteranno.
Come ebbe modo di scrivere Nicolo Porro qualche anno fa, in Italia “c’è un’ideologia pericolosa che pervade le nostre istituzioni. Che banalmente si può riassumere così: c’è un gruppo di persone (politici e burocrati) da noi retribuite che pretendono di sapere cosa sia meglio per noi. Una roba da far accapponare la pelle“. Panuzzo vuol scardinare questa ideologia. Aams ha in mano il futuro di decine di migliaia di famiglie, ha facoltà plenipotenziaria di emanare un decreto con le nuove regole cui i negozianti di sigarette elettroniche dovranno sottostare per poter continuare ad esercitare il loro lavoro. E tutto questo nel chiuso dei loro uffici, senza aver mai chiamato a confronto i diretti interessati. I lavoratori del settore, appunto.
La protesta di Antonella Panuzzo, che prima dell’anima ci metterà il corpo sacrificandosi in prima persona, è la battaglia del cittadino contro il potere consolidato; è la battaglia del dialogo contro il despotismo; è la battaglia del debole contro il gradasso. È la battaglia della quotidianità pratica contro la sorda prassi burocratica.
Non ha chiesto aiuto, non ha chiesto supporto. Panuzzo domani, giovedì 22 febbraio, alle ore 10 spingerà il tasto del citofono dei Monopoli di Stato. E aspetterà, giorno e notte, sino a quando quel cancello verrà aperto. Aspetterà da sola. Ma aspetterà per tutti.