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di Stefano Caliciuri

Prima ottenere la sospensiva innanzi al Tar contro il decreto direttoriale Aams; poi la costituzione di una Federazione che metta insieme le varie anime della filiera. Sono i due obiettivi che si pone lo Studio Legale Sutti, dopo averne avuto mandato da Unecig, Ribilio, Vaporart e Red Lab.
Il ricorso contro l’Agenzia delle Dogane per ottenere l’annullamento del decreto direttoriale Aams, riporta una nota stampa a firma dello studio Sutti, è “l‘ennesimo provvedimento di una politica discriminatoria e persecutoria nei confronti del settore dello svapo in Italia che ne minaccia la stessa sopravvivenza, e per cui sono già state condotte attività di lobbying e sensibilizzazione del mondo politico durante la campagna elettorale. Il suddetto decreto, che appare viziato da eccesso di potere, manifesta ingiustizia, violazione di legge ed incostituzionalità, aggiunge all’irragionevole parificazione di trattamento dei prodotti da svapo, anche non contenenti nicotina, ai prodotti a base di tabacco, prevede la revoca dell’autorizzazione agli esercizi di vendita al pubblico per mancato rispetto di un requisito di prevalenza di tale attività che fino ad oggi era inesistente, con una possibile decimazione di sapore proibizionista di tali esercizi. Il ricorso è infatti presentato per conto di esercizi direttamente esposti alle conseguenze del decreto, ma congiuntamente alla Uniecig, associazione che comprende centinaia di rivenditori, al grossista Ribilio (Vapour International), e ai produttori di liquidi ed hardware Vaporart e dalla Redlab, nel proprio interesse ma anche in rappresentanza di categorie parimenti colpite dall’accanimento pubblico contro un settore sin ad oggi in vigoroso sviluppo“.
Sempre scorrendo il comunicato, viene spiegato che l’iniziativa è da inserire “in un più ampio mandato allo Studio Legale Sutti volto a facilitare e promuovere la costituzione di una federazione delle numerose associazioni già esistenti tra consumatori, venditori, produttori e distributori dei prodotti da svapo, in modo da coordinare iniziative legali, scientifiche e sul piano della comunicazione volte ad arginare i gravi danni che il progressivo peggioramento del quadro normativo sta arrecando non solo alle persone coinvolte ma anche alla salute pubblica“. L’udienza per la discussione della istanza di sospensione del ricorso presentata dai ricorrenti è fissata per il prossimo 4 luglio.
Stefano Sutti si dimostra ottimista: “Confidiamo che sia possibile ottenere una sospensione cautelare del provvedimento impugnato, anche per evitare effetti devastanti che il suo annullamento al termine del giudizio non potrebbe certo ribaltare. Ma siamo comunque motivati ad andare sino in fondo, a livello italiano e internazionale, giudiziario e di moral suasion, per rovesciare una politica penalizzante ed ingiustificata che il nostro paese avrebbe ogni ragione di abbandonare al più presto”.