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di Stefano Caliciuri

Dopo l’apertura del procedimento Antitrust sul redazionale pubblicato sulla rivista “Auto” in cui erano presenti riferimenti al riscaldatore di tabacco Iqos, l’Unione nazionale dei consumatori denuncia Philip Morris per la pubblicità negli aeroporti. Negli ultimi tempi, infatti, negli aeroporti, ma anche nelle stazioni ferroviarie e nelle gallerie dei centri commerciali, sono comparsi totem e corner in cui si invita alla prova del dispositivo contenente tabacco.
Non pensavamo di dover tornare ad occuparci della pubblicità del fumo – commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – dopo la stretta a suon di campagne salutistiche degli ultimi anni, ma a quanto pare è necessaria una nuova sensibilità nell’affrontare la commercializzazione dei nuovi prodotti cosiddetti a ‘rischio ridotto’, come sigarette elettroniche ad altri apparecchi, che stanno prendendo piede”. Sotto accusa, come si legge nel comunicato, i totem e gli stand presenti negli aeroporti in cui si promuove IQOS con l’esplicito invito ad effettuare una “prova gratuita”: questo tipo di pubblicità sembra in contrasto con le norme che vietano le comunicazioni commerciali aventi lo scopo o l’effetto diretto o indiretto di promuovere questi prodotti.
I cartelloni presenti negli aeroporti devono rientrare in questo divieto e, a maggior ragione, dobbiamo censurare quelle postazioni (stand aperti e accessibili tanto a fumatori che non fumatori, adulti e minori). Per questo oltre ad aver segnalato la situazione all’Agenzia delle dogane e ai Monopoli di Stato, abbiamo denunciato la pratica all’Autorità Antitrust al fine di accertare la legittimità di queste politiche”.
L’Autorità già in passato aveva aperto un fascicolo contro Philip Morris per pubblicità occulta su un articolo, comparso sulla rivista “Auto” del mese di febbraio 2018. “L’articolo – recita il comunicato – inserito all’interno di uno speciale che si occupa di auto usate, riporta gli esiti di studi e sondaggi compiuti da un’autorevole rivista inglese del settore automobilistico, secondo i quali i danni causati dal fumo non si limitano soltanto alla salute del conducente e dei suoi passeggeri, ma si estendono anche alle autovetture che perdono sostanzialmente di valore. Tuttavia, proseguendo nella lettura, salta subito all’occhio che l’articolo affronta una tematica del tutto lontana dall’oggetto trattato all’inizio e comunque del tutto fuori contesto rispetto al settore automobilistico nel quale il mensile è specializzato. Nel dettaglio, l’articolo si sofferma a disquisire sulle alternative al fumo delle sigarette tradizionali e, in particolare, sulle “ormai conosciute sigarette elettroniche che vaporizzano liquidi e i prodotti del tabacco senza combustione. Il mercato della sigaretta elettronica e dei prodotti innovativi come IQOS è relativamente nuovo ed è importante fissare delle regole fin da subito – conclude Dona – per questo ci auguriamo che l’Autorità si pronunci tempestivamente in modo da arginare il dilagarsi di questo tipo di pubblicità che ci sembra, perlomeno, aggressiva”.
ricordiamo che i rivenditori specializzati in sigarette elettroniche possono fare pubblicità alla loro attività, così come possono farla – e la fanno – i tabaccai, ovvero senza mettere in evidenza i liquidi da inalazione o le sigarette elettroniche complete di atomizzatore (kit).