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(tratto dalla rivista cartacea Sigmagazine#10 settembre-ottobre 2018)

di Stefano Caliciuri

Ogni peccato di hybris, il topos greco che traduciamo con tracotanza o superbia, ha come conseguenza la sua nemesis, cioè la vendetta degli dei. Nei Persiani di Eschilo, Serse viene punito con la disfatta di Salamina per aver provato a espandere i confini del suo impero, imponendo il giogo della servitù ad Atene. Con le dovute proporzioni, e coscienti che scendiamo a un livello troppo basso perché se ne occupino gli dei, è accaduta la medesima cosa alla gestione politica della sigaretta elettronica, punita per la sua hybris con una serie di cadute clamorose. Se preferite, senza scomodare la tragedia greca, torna utile il proverbio “chi troppo vuole nulla stringe”. L’emendamento proposto dalla Lega a luglio in fase di discussione del Decreto Dignità avrebbe liberalizzato il mercato del vaping, ridando ossigeno a centinaia di aziende e commercianti. Le premesse c’erano tutte. E invece si è messo di traverso il regolamento della Camera dei Deputati: non si possono presentare emendamenti che non siano direttamente collegati all’oggetto del Decreto. Ovvero il lavoro. Sì, si dirà, ma rimettere mano al comparto del vaping significa rilanciare una fetta di economia che in questi ultimi mesi sta soffocando. Ma non era quella l’occasione giusta. L’emendamento avrebbe previsto di togliere le competenze di responsabilità e controllo ad Aams e quindi avrebbe favorito soltanto indirettamente il rilancio del mercato. Ecco che torna il peccato di hybris e la sua nemesis.
Guardiamoci in faccia e diciamocelo senza giri di parole: negli ultimi anni si è esagerato. Nicotina posta in palio nelle lotterie, gare a chi fa la nuvola più grande, sotterfugi al limite della legalità. Il settore del vaping – e lo ripetiamo sottovoce – nel momento di massima espansione ha mostrato anche una sorta di immaturità. Vuoi per l’improvviso successo, vuoi per una sorta di sfida al concorrente, qualcuno ha esagerato, peccando di hybris. E allora vogliamo pensare che a luglio sia intervenuta la sua nemesis: un cavillo tecnico ha lasciato tutto così come stava. Non scomodiamo direttamente la dea Nemesi, ci mancherebbe, in altre faccende sicuramente affaccendata. Ma forse qualche suo emissario l’ha tenuta informata. Ed ecco allora che dalla possibilità di avere tutto, il vaping è mestamente rimasto laddove stava.
Le punizioni divine servono da monito e insegnamento. In queste settimane qualcos’altro potrebbe accadere e potrebbe essere la volta buona. Ma occorre fare attenzione: lo sguardo di Nemesi può calare sul vaping da un momento all’altro.