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di Stefano Caliciuri

Dopo la sentenza che ha liberalizzato la vendita di liquidi con nicotina, in Svizzera infiamma il dibattito in vista della stesura delle regole. La tavolta rotonda tra governo, produttori e distributori di sigarette elettroniche (rappresentati sotto la sigla Swiss Vape Trade Association) e multinazionali del tabacco ha però portato ad una frattura tra le parti. Il nocciolo della questione è la possibilità di vendere ai minori i prodotti del vaping. La delegazione delle sigarette elettroniche ha firmato il codice che introduce il divieto di vendita dei prodotti contenenti nicotina ai minorenni e dei prodotti senza nicotina ai minori di 16 anni. La Svta ha sottoscritto un codice di autoregolamentazione che intende far osservare e applicare a tutti gli attori della filiera del vaping elvetico. È stata anche chiesta l’introduzione di un analogo divieto nazionale per i prodotti del tabacco: sigarette, sigari, ecc. In Svizzera, infatti, la materia è regolamentata a livello cantonale e non tutti applicano il divieto ai minori, che in alcune parti del Paese possono acquistare liberamente il tabacco, contrariamente ai prodotti per lo svapo. La posizione delle associazioni del vaping non è stata però sottoscritta dalle aziende produttrici di tabacco.
Al termine della tavola rotonda – si legge nel comunicato dell’associazione svizzera della filiera del vaping –  a protezione dei minori, abbiamo chiesto che la vendita dei prodotti del tabacco sia vietata ai minori di 18 anni a livello nazionale. Sfortunatamente ci siamo ritrovati in disaccordo con l’industria del tabacco. Quando anche loro adotteranno  un codice di autoregolamentazione che estenda il limite nazionale ai 18 anni per i prodotti del tabacco, anche noi ci adegueremo per quanto riguarda la vendita di tutti gli strumenti del vaping e di tutti i liquidi anche senza nicotina ai soli maggiorenni“.