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di Stefano Caliciuri

Il punto principale della Tpd che coinvolge direttamente i consumatori riguarda la possibilità di accedere ai prodotti del vaping a distanza, ovvero attraverso la rete internet e gli acquisti on line. Gli Stati europei hanno però scelto strade differenti, non tutti hanno recepito nella loro legge nazionale questa indicazione prevista dalla direttiva. Le associazioni italiane degli operatori del fumo elettronico hanno più volte espresso la volontà di voler chiudere le frontiere virtuali, impedendo l’ingresso sul terrirorio di prodotti stranieri.
Il governo inglese come al solito si dimostra un passo avanti tutti gli altri. Nei giorni scorsi ha pubblicato una interessante sintesi rivolta alle aziende e ai consumatori inglesi al fine di conoscere gli Stati che consentono le vendite transfrontaliere. A causa probabilmente dell’incertezza, nella lista non è compresa l’Italia, ponendola di fatto come una nazione che impedisce le vendite transfrontaliere.
Gli Stati membri dell’area economica europea (Eu allargata) che consentono la vendita a distanza transfrontaliera sono al momento dieci (Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia, Regno Unito), mentre altri quattro sono in attesa di formalizzazione della decisione (Slovenia, Croazia, Islanda e Turchia).

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