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(tratto dal bimestrale cartaceo Sigmagazine #5 novembre-dicembre 2017)

di Pierluigi Mennitti

Sono grafici con le curve in salita quelli pubblicati dall’associazione tedesca dei commercianti di sigarette elettroniche (VdeH) per il 2017, con stime realizzate sulla base degli andamenti registrati nei primi otto mesi dell’anno. E confermano la crescita di un mercato sul quale anche i produttori italiani tengono da sempre gli occhi ben aperti.
Aumenta un po’ tutto: il fatturato che ruota attorno al settore, il numero dei consumatori, l’organizzazione delle fiere e l’attenzione di media e mondo pubblicitario, anche sulla scia dei ripetuti rapporti scientifici che stanno sollevando la cortina del sospetto e della disinformazione e valorizzano, con sempre nuovi dati, l’efficacia della sigaretta elettronica come mezzo per affrancarsi dal tabagismo.
L’aumento del fatturato è il primo segnale indicativo. In un anno salirà di oltre il 40 per cento, sfondando la soglia dei 600 milioni di euro. Era l’obiettivo cui puntava l’intero settore dopo il risultato di 460 milioni registrato nel 2016. La crescita esponenziale è misurata sul primo dato disponibile, relativo al 2010, quando l’universo dell’e-Zigarette realizzava complessivamente un fatturato di appena 5 milioni.
Il secondo elemento di ottimismo è nel motivo principale nella crescita del fatturato, da ricondursi non a un aumento dei prezzi di liquidi e sigarette elettroniche ma a quello del numero di consumatori. Secondo quanto certificato dal “Faktenreport” del VdeH (in tedesco Verband des eZigaretten-Handels), il numero dei vaper tedeschi è salito a 3,7 milioni, una crescita del 70 per cento nell’ultimo quinquennio.
E il terzo dato positivo giunge da una ricerca dello Zis, il Centro interdisciplinare per la ricerca sulle dipendenze, secondo il quale il 91 per cento di quei 3,7 milioni di svapatori è un fumatore o un ex fumatore. Un dato che conferma le regioni di quanti, specie nel mondo sanitario e dei ricercatori nelle facoltà universitarie di medicina, puntano sulla sigaretta elettronica per portare avanti la battaglia sulla riduzione del rischio. La sigaretta elettronica è una buona scelta per coloro che finora non sono riusciti ad abbandonare il tabacco“, ha ribadito durante un seminario organizzato lo scorso settembre a Berlino dalla rivista di settore E-Garage il professor Heino Stöver, direttore dell’Istituto per le dipendenze di Francoforte e autore del primo studio scientifico tedesco sull’ecigarette. “I motivi di chi non ce l’ha fatta senza aiuti possono essere diversi“, ha proseguito Stöver, “di abitudine, perché si ha bisogno di tenere qualcosa tra le dita o in bocca o perché si vuole sbuffare fumo, seppure in forma di vapore. Tutte cose che la ecigarette permette ed è il suo grande vantaggio rispetto ai prodotti che sostituiscono la nicotina, come i cerotti, caramelle o gomme da masticare“.
La grande rincorsa del mondo medico e scientifico sulla coltre di disinformazione, o semplicemente di prudenza in attesa di ricerche più accurate, che finora ha accompagnato la narrazione sull’ecigarette, dovrebbe rappresentare un ulteriore volano per l’intero settore. “Le conoscenze scientifiche favoriscono la disponibilità tra i consumatori nei confronti del prodotto elettronico“, ha scritto la rivista E-Garage.  Ed è quanto si attendono i produttori e venditori tedeschi, che devono ancora combattere in patria con uno scetticismo maggiore rispetto a quello che ha dominato (e in parte ancora domina) il dibattito pubblico in Italia.
Anche il mercato in Germania si sta sempre più articolando. Il rapporto 2017 del VdeH quantifica in duecento le imprese di media e piccola dimensione per le quali la sigaretta elettronica costituisce almeno una parte del fatturato (140 di esse sono riunite nell’associazione di categoria). È cresciuta anche la presenza di negozi specializzati sul territorio nazionale, che raggiungono adesso un numero oscillante fra i 400 e i 500 esercizi. Ad essi vanno aggiunti circa 12mila luoghi di vendita integrativi, tra i quali spiccano tabaccherie e grandi supermercati, sui cui banconi sigarette elettroniche e liquidi conquistano sempre più spazio rispetto ai prodotti tradizionali del tabacco. Negli ultimi due anni il mercato ha anche registrato l’ingresso di due player mondiali del tabacco, Japan Tobacco International e British American Tobacco, il cui peso è destinato a rimescolare le carte del panorama ecigarette tedesco. Ma assieme ai big del tabacco convertiti allo svapo, il Faktenreport evidenzia come il mercato tedesco resti un magnete soprattutto per le piccole imprese, tra le quali si distinguono numerose Start-up, la colonna vertebrale della scena innovativa imprenditoriale tedesca.
L’effervescenza si riflette anche nel movimento fieristico. Per la prima volta nella storia dell’InterTabac, la più grande fiera del tabacco mondiale che si è tenuta a Dortmund dal 22 al 24 settembre, lo svapo è stato uno dei temi centrali e al settore sono stati riservati ben tre padiglioni contigui. Ma molti fabbricanti e rivenditori sono rimasti in lista d’attesa, tanto alta era la richiesta di partecipazione. E crescono di importanza e presenze le più tradizionali fiere dello svapo, dalla The Hall of Vape di Stoccarda alla VapoFair di Francoforte, che quest’anno ha raddoppiato con una seconda edizione nella prestigiosa sede fieristica di Berlino.