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di Barbara Mennitti

Fornire sigarette elettroniche è un intervento potenzialmente utile di riduzione del danno per pazienti con disordini psichiatrici”. È la conclusione di uno studio inglese, coordinato dalla dottoressa Laureen Michaela Hickling del King’s College di Londra, appena pubblicato sul sito della Cambridge University. Di malati psichiatrici e sigaretta elettronica abbiamo scritto spesso, perché molti sono stati gli studi e le prese di posizione in favore di questo binomio. La questione è particolarmente rilevante perché si tratta di una categoria di pazienti che registra tassi di fumatori molto più alti del resto della popolazione. È dunque comprensibile che i medici si interroghino sui modi di arginare il tabagismo fra questo tipo di malati, senza che questo aumenti lo stress e i sintomi della loro malattia specifica.
Questa attenzione lo scorso ottobre ha portato la British Psychological Society, l’organizzazione che riunisce e rappresenta psicologi e psichiatri britannici, a pubblicare un report in cui non ci si limitava a promuovere l’uso della sigaretta elettronica per i malati psichiatrici. Addirittura nel documento i medici raccomandavano alla politica di “evitare la tassazione e legislazioni contro il vaping e promuovere una pubblicità senza vincoli basata su informazioni reali”, chiedevano di consentire la vendita di liquidi con alto contenuto di nicotina e spronavano ad investire nella ricerca.
Questa presa di posizione trova oggi ulteriore fondamento nello studio citato, intitolato “A pre-post pilot study of electronic cigarettes to reduce smoking in people with severe mental illness”. Si tratta di uno studio pilota condotto su cinquanta fumatori con patologie psichiatriche a cui era no state fornite gratuitamente sigarette elettroniche per sei settimane. Sono stati analizzati i risultati in termini di riduzione del fumo in visite settimanali basate sulle dichiarazioni dei pazienti controllate dal test sul monossido di carbonio. Naturalmente sono stati tenuti sotto controllo anche le psicopatologie, l’accettazione dell’ecig ed eventuali effetti avversi.
Il risultato di questo studio è largamente positivo. Fra l’inizio dello studio e la sesta settimana i pazienti avevano utilizzato con regolarità l’ecig e riportavano una riduzione significativa, pari o superiore al 50 per cento, del consumo quotidiano di sigarette di tabacco. Dunque la sigaretta elettronica si conferma un prezioso strumento di riduzione del danno anche per i malati psichiatrici.