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di Barbara Mennitti

Il 96,3 per cento dei vaper spagnoli dichiara di usare la sigaretta elettronica come alternativa al tabacco. Di questi il 69,8 per cento di questi riporta di aver smesso completamente di fumare, mentre il 26,5 per cento ha ridotto drasticamente il consumo di sigarette tradizionali. Sono numeri significativi quelli che emergono dal più grande sondaggio sullo svapo in Spagna, commissionato all’azienda Sigma Dos dall’associazione di settore Unión de Promotores y Empresarios del Vapeo (Upev).
Interessanti anche gli effetti percepiti sulla salute. Uno svapatore su due ritiene aumentata la sua capacità polmonare e avverte minore sensazione di soffocamento durante l’attività sportiva, mentre uno su tre ha segnalato la scomparsa della tosse, fenomeno che si accentua fra gli utilizzatori quotidiani dell’ecig. Il 22 per cento riscontra un miglioramento della propria salute in generale e il 91,8 per cento è consapevole che la sigaretta elettronica è meno dannosa di quella di tabacco.
Ma nel sondaggio non si parla solo di salute. Un buon 47,2 per cento degli intervistati apprezza il fatto che la sigaretta elettronica non lasci cattivi odori nell’ambiente o sui vestiti (apprezzamento condiviso – secondo il 45,2 per cento – anche dalle persone vicine allo svapatore) e l’84,3 lo ritiene il metodo a base di nicotina migliore per smettere di fumare, di gran lunga più efficace di cerotti e gomme. Il 96,7 per cento degli utilizzatori dichiara di rivolgersi ai negozi fisici specializzati per i suoi acquisti e solo in seconda battuta all’e-commerce. Per quanto riguarda la reazione di terzi, il 54,2 per cento afferma di aver notato curiosità sull’ecig, il 22 per cento cerca di passare inosservato e solo il 5 riporta sguardi di disapprovazione.
Si tratta di uno studio che restituisce un’immagine molto vitale del settore del vaping in Spagna e che, come nota il presidente di Upev Arturo Ribes sul sito specializzato Infosalus, “sfata alcuni miti come il consumo duale o l’inefficacia dell’ecig come strumento per smettere di fumare“. Alla luce di questi dati, Upev auspica una maggiore collaborazione con le autorità sanitarie spagnole per ridurre i danni del tabagismo.