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di Barbara Mennitti

L’unione fa la forza. E per far sentire la propria voce in un contesto difficile come quello asiatico, le associazioni di utilizzatori di sigarette elettroniche di quattro Paesi hanno deciso di unirsi e lanciare una campagna congiunta. Vapers Philippines, Indonesian Vapers association, Ends Cigarette Smoke Thailand e Malaysian Organization of Vape Entity – che rappresentano rispettivamente i vaper delle Filippine, l’Indonesia, la Thailandia e la Malesia – hanno unito gli sforzi e lanciato l’hashtag #VapersBeHeard, per dare agli svapatori asiatici la possibilità di far sentire la propria voce e spiegare il proprio punto di vista ai legislatori di tutti i livelli e all’opinione pubblica.
I vaper sono prima di tutto persone, – ha spiegato Peter Paul Dator di Vapers Philippines al quotidiano Manila Standard – sono madri, padri, figli e figlie. Ci meritiamo la chance di migliorare la nostra vita grazie a questi prodotti alternativi al fumo”. Dator lamenta come finora le normative sulle sigarette elettroniche e sui prodotti alternativi non abbiano mai preso in considerazione gli interessi dei consumatori e dei fumatori. “Non si può andare avanti così. – continua – Abbiamo lanciato una campagna digitale alla quale possono partecipare tutti i vaper e speriamo così di diventare interlocutori del legislatore”.
La campagna social sarà appoggiata da un sito web e da una petizione indirizzata all’Oms, in vista del meeting Conferenza delle parti dell’Fctc che si terrà il mese prossimo a Ginevra. La richiesta è quella di ascoltare la voce dei vaper asiatici e di riconoscere che i prodotti a rischio ridotto rappresentano una scelta vantaggiosa per i fumatori. “L’Oms non più continuare a ignorarci, come ha fatto negli precedenti meeting”, ha concluso Asa Saligupta, dell’associazione dei vaper dell’Indonesia.