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di Barbara Mennitti

Le istituzioni britanniche si preparano ad affrontare un nuovo mese di campagna a tappeto contro il fumo e ancora una volta intendono avvalersi del supporto “dello strumento per smettere di fumare – così si legge nel comunicato di Public Health England – preferito dal Paese”. Cioè la sigaretta elettronica che, in base ai più recenti dati, conta 3,2 milioni di utilizzatori adulti in Gran Bretagna. E in occasione dell’imminente campagna Stoptober, che partirà il primo ottobre, le autorità sanitarie snocciolano i numeri di una guerra, quella contro il fumo, che sta registrando vittorie incoraggianti, grazie soprattutto a un approccio pragmatico e incentrato sulle necessità del fumatore.
Solo lo scorso anno 400mila fumatori sono riusciti a smettere, 1.069 ogni giorno. E, sebbene vi siano nuovi fumatori o ex che ricadono nel vizio, il saldo resta positivo e dal 2014 ad oggi nel Paese c’è un milione di tabagisti in meno. Sono numeri che consentono al Ministro per la salute pubblica Steve Brine di affermare che “la Gran Bretagna è leader mondiale nella lotta al tabacco” e che le “vigorose politiche anti-fumo hanno fatto crollare il tasso dei fumatori al record minimo storico”.
Il Paese, dunque, vede avvicinarsi il bersaglio grosso – quello di eliminare il fumo entro il 2030 – e, invece di crogiolarsi nei successi, intensifica gli sforzi. Sei fumatori su dieci in Inghilterra – stimano le autorità sanitarie – vogliono smettere, ma la maggior parte di loro ci prova con l’unico ausilio della buona volontà, “il metodo in assoluto meno efficace”. Il suggerimento, invece, è quello di cercare aiuto presso i centri anti-fumo sparsi su tutto il territorio, combinando counselling e strumenti di sostegno. E lo strumento che fa registrare il maggior numero di cessazioni negli stop smoking service – il 63 per cento – è la sigaretta elettronica, spiega Public Health England.
Quest’anno, però, la campagna Stoptober fa un ulteriore passo verso i fumatori, offrendo online un “Piano personale di cessazione”, che consentirà di trovare il modo giusto per liberarsi dal fumo anche a chi non vuole o non può recarsi nei centri. Questo si aggiunge alla app scaricabile sul proprio smartphone, che conta i giorni senza fumare, i soldi risparmiati e i vantaggi sulla salute, alle mail quotidiane motivazionali, ai messaggi e al sostegno telefonico.
Fra i testimonial della campagna, il presentatore televisivo Jeremy Kyle, che ha smesso di fumare dopo 35 anni grazie alla sigaretta elettronica. “Ho fumato 20 sigarette al giorno per quasi tutta la vita, – dichiara – ho cercato di smettere tante volte, ma per me non funzionava niente”. Finché non ha provato l’ecig. “Quello che mi ha davvero aiutato a stare lontano dal fumo – conclude infatti Kyle – è il vaping”. Oggi, commenta PHE, il 52 per cento dei vaper ha completamente smesso di fumare, mentre sono 900mila le persone che hanno smesso sia con il fumo che con lo svapo.
Visti questi numeri, per la terza volta l’Independent British Vape Trade Association sarà partner di Public Health England nella campagna Stoptober e condurrà iniziative che coinvolgeranno aziende produttrici e negozi specializzati. Lo sforzo maggiore dell’Ibvta sarà però concentrato nel diffondere una corretta informazione sulla sigaretta elettronica e i suoi benefici per la salute dei fumatori.
L’appuntamento per i fumatori britannici che vogliono iniziare un percorso di cessazione con l’ausilio degli esperti è per il primo ottobre e il primo traguardo sarà quello di resistere 28 giorni senza sigarette. Trascorso questo periodo di tempo, infatti, aumentano le possibilità di farcela definitivamente. Per i fumatori italiani, invece, aspettiamo l’ennesima, inefficace pubblicità progresso.