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di Stefano Caliciuri

Bat ha scelto l’esclusiva cornice del Mandarin Oriental Hotel di Milano per lanciare in anteprima mondiale la nuova sigaretta elettronica a marchio Vype. Si chiama Pebble, funziona a cartucce precaricate e si presenta in una forma assai inconsueta per il settore delle sigarette elettroniche. Una sorta di uovo colorato (disponibile nelle cinque versioni in blu, giallo, rosso, nero o verde). Componentistica elettronica cinese, liquidi inglesi, progettazione anglo-americana. Le cartucce possono contenere due differenti gradazioni di nicotina (18 o 6) oltre al liquido senza nicotina; sei invece le miscele aromatiche. Nonostante il suo core business rimanga il tabacco (basti pensare che il pano di investimento prevede la spesa di circa un miliardo di euro in cinque anni in Italia tra macchinari, produzione e marketing), Bat è la multinazionale che più sta diversificando puntando sul vapore.
15281957_10209470017281818_1589114283_nAlla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato i vertici della multinazionali: Andrea Conzonato, amministratore delegato per l’Italia, e Kingley Wheaton, direttore generale della Divisione dispositivi di nuova generazione di Bat. “Adottiamo una strategia aziendale ad occhio di bue – ha introdotto Wheaton – in cui il consumatore è la parte centrale, il cuore della nostra strategia. Vogliamo creare prodotti che riescano a portare beneficio alla società ed alla salute pubblica e i dispositivi di nuova generazione rientrano a pieno titolo in questa categoria”. Andrea Conzonato, apice dirigenziale di Bat Italia, ha invece analizzato il mercato italiano. “Siamo orgogliosi che Bat abbia scelto l’Italia come mercato di lancio mondiale della nostra nuova sigaretta elettronica. Inizialmente Pebble si troverà solo a Milano, ma dal prossimo anno sarà presente nelle tabaccherie di tutta Italia. Scegliamo i tabaccai perché ci affidiamo alla loro competenza e professionalità”. Un ragionamento che dal punto di vista di una multinazionale del tabacco non fa una piega, anche se difficilmente un consumatore potrà avere spiegazioni esaurienti all’interno di un locale abituato ad una sorta di “passamano del prodotto”.
15327795_10209470020081888_24159595_nIndubbiamente una sigaretta accattivante e colorata come Pebble attirerà l’attenzione di giovani fumatori che potranno considerare il vaporizzatore della Bat un device cool. Ma oltre non si potrà andare. Il grande valore aggiunto dei negozi specializzati è la “consulenza al consumatore”, oltre naturalmente la possibilità di provare i liquidi prima di acquistarli. Dal tabaccaio, invece, l’acquisto si fa a scatola chiusa. Conzonato ha fatto anche accenno alla situazione normativa e fiscale italiana. “Ben vengano norme in grado di garantire la qualità del prodotto. Sino a qualche anno fa si era alla mercé di prodotti di scarso rendimento e di ignota provenienza. Oggi manca ancora la chiusura dei siti esteri – cosa su cui si sta lavorando – e poi potremo dire che il mercato è ben regolamentato. Sul fronte tassa noi pensiamo che debba essere proporzionale al livello di danno arrecato. Le sigarette devono essere tassate più dei riscaldatori di tabacco che a loro volta devono essere tassati più delle sigarette elettroniche”.
15319502_10209470012761705_1085763741_nQuindi non una tassa sulla quantità di nicotina ma sulla nicotina in quanto tale. “I liquidi a zero non sono e – credo – non saranno tassati. Sosteniamo invece che la tassa debba colpire la nicotina a prescindere dalla quantità”. In sostanza come accade già adesso, una tariffa fissa sui liquidi con nicotina. E’ probabilmente questo il fattore di maggior distanza tra la multinazionale che sta scoprendo un nuovo business e le aziende del settore che col vapore sono nate e cresciute.

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