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di Stefano Caliciuri

Alessia Rotta, 42 anni, giornalista, laureata con Umberto Eco in scienze della Comunicazione, è la deputata che in questi giorni sta cercando di risollevare le sorti del vaping. Che sia di Verona, poi, non è un caso: la città di Romeo e Giulietta è anche sede di Vapitaly, Fiera internazionale del vaping che ormai da tre anni richiama decine di migliaia di visitatori. Dato territoriale a parte, in coerenza con i propri valori politici, con la presentazione dell’emendamento che porta il suo nome come prima firmataria, Rotta ha voluto “difendere i più deboli, i più piccoli, tutte le persone e i lavoratori che hanno investito i loro risparmi in una attività di salvaguardia della salute e di riduzione del danno“.
In occasione della manifestazione nazionale del 29 novembre, guardando negli occhi le centinaia di persone, Rotta ha fatto proprio il problema. Lo ha portato all’attenzione del suo partito, ne è nata una discussione da cui è scaturito il testo dell’emendamento. Testo che riesce a metter d’accordo tutti gli attori della filiera, comprese le multinazionali e le istituzioni. “Come promesso, abbiamo presentato un emendamento composito che va incontro alle richieste dei tanti attori coinvolti nel sistema sigarette elettroniche. Lavoratori, produttori, distributori ma soprattutto penso ai piccoli, ai negozianti sia su strada che online,  che sono quelli da difendere maggiormente“.
In prima istanza ha proposto l’abrogazione dell’articolo 19 quinquies, l’ex emendamento Vicari. “Sappiamo che è una strada in salita. Però dobbiamo intervenire per ridare un futuro a tutte quelle persone che a gennaio rischiano di non poter riaprire o riprendere l’attività. Per far questo siamo dovuti anche intervenire sulla tassazione lavorando nelle more della sentenza della Corte costituzionale. Proponiamo dunque di rivedere la scontistica derivante dall’equivalenza portandola al 25 per cento su tutti i liquidi con o senza nicotina. La discriminante scelta non riguarda la quantità di nicotina ma la differenza tra combusto e non combusto. Lo ripeto, il mio più grande impegno è tutelare le persone che lavorano ma la cui storia è relativamente recente. In piazza, durante la manifestazione, ho visto i volti di persone che, dopo aver perso un lavoro, hanno avuto la forza e la lungimiranza di reinvestire i loro risparmi nell’impresa della sigaretta elettronica. Lottare per loro risponde ai miei principi: rispettare il lavoro, rispettare le persone, rispettare le regole”.
Un bel segnale di distensione ma anche di apertura del dibattito e del confronto. “Occorre ragionare con metodo. Devo essere sincera: c’è stato grande dibattito anche al nostro interno. Ma noi ci atteniamo alla riduzione del danno e dopo dieci anni non si può strozzare un mercato che va nella direzione di tutelare la salute e ridurre i rischi. Il mio suggerimento è di evitare la dispersione delle forze e di aprire invece la discussione. La filiera non è disonesta, non evade: chiede soltanto di avere tasse eque e giuste per poterne sopportare la pressione, avere la possibilità di fare impresa e lavorare serenamente“.
Lunedì 11 entro mezzogiorno ci sarà la dichiarazione di ammissibilità degli emendamenti. Se tutto andrà bene – come auspicabile – l’emendamento sarà votato a partire già da martedì 12. Quante possibilità ci sono che l’emendamento Rotta-Boccadutri mercoledì possa chiamarsi Riforma Rotta-Boccadutri?
Chiamarlo riforma sarebbe esagerato. Però contiamo di avere delle buone ragioni per sostenerlo e portarlo avanti. E soprattutto contiamo di poter far valere le ragioni del settore“.
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