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di Barbara Mennitti

Il saldo dell’uso della sigaretta elettronica è largamente positivo per la salute pubblica in termini di anni di vita guadagnati. Più precisamente, gli anni di vita potenzialmente guadagnati dai fumatori che smettono passando al vaping superano quelli potenzialmente persi da chi inizia a fumare passando per l’ecig. E questi risultati rimangono validi anche utilizzando una vasta gamma di parametri accettabili. È la conclusione di uno studio pubblicato sull’ultimo numero della rivista accademica Nicotine & Tobacco Research Journal e condotto da Kenneth E Warner e David Mendez, entrambi professori presso la Scuola di salute pubblica dell’Università del Michigan. Warner aveva già anticipato parte dei suoi dati lo scorso anno a Firenze, durante il meeting annuale della Society for Research on Nicotine & Tobacco, ma vale la pena di sottolineare che i due studiosi non sono percepiti come “araldi del vaping” e questo dà ancora maggiore forza alle loro conclusioni.
Warner e Mendez hanno utilizzato un modello dinamico per tracciare la prevalenza del fumo nella popolazione adulta americana e le morti fumo-correlate nel tempo. Hanno poi simulato gli effetti dell’iniziazione al fumo o della cessazione indotte dal vaping sugli anni di vita guadagnati o persi fino al 2070. Lo scenario di base presupponeva che ogni anni la sigaretta elettronica causa il 2% di iniziazioni al fumo e il 10% di cessazioni. Un secondo scenario poneva le iniziazioni al 6% e le cessazioni al 5. Infine sono stati misurati i risultati anche riducendo del 10% i benefici del passaggio all’elettronica.
Il saldo è favorevole al vaping in tutti i casi. Nel primo scenario di base, gli anni di vita guadagnati nel 2070 sono 3,3 milioni. Anche riducendo del 10% i vantaggi dello switch all’elettronica, gli anni guadagnati rimanevano sempre significativi: 2,4 milioni. Nel peggiore scenario possibile, cioè calcolando 6% di iniziazioni e 5 di cessazioni e riducendo i vantaggi del 10%, gli anni di vita guadagnati erano sempre in attivo: oltre 580 mila.
Dati che fanno concludere agli autori dell’analisi che “i benefici sanitari associati alla sigaretta elettronica in termini di potenziale per aumentare la cessazione del fumo negli adulti, superano i rischi per la salute dovuti alla possibilità che aumenti il numero di giovani che iniziano a fumare”. L’ultima raccomandazione di Warner e Mendez è ovviamente per il legislatore: “L’informazione pubblica e la politica devono continuare a cercare di non esporre i giovani ai prodotti del tabacco e a base di nicotina. Ma – evidenziano – non devono farlo limitando il potenziale che questi prodotti hanno per aiutare i fumatori adulti a smettere”.