CONDIVIDI

In seguito alle dichiarazioni dell’onorevole Silvana Comaroli (Lega), si è acceso il dibattito tra le associazioni degli operatori degl vaping italiano. Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Eim, associazione facente capo a Confartigianato che comprende alcuni produttori di liquidi di ricarica per sigarette elettroniche.

“L’associazione di produttori italiani EIM desidera ringraziare pubblicamente  l’onorevole Silvana Comaroli  e tutta la forza politica della Lega per le recenti dichiarazioni a favore del settore delle sigarette elettroniche. Sono stati anni difficilissimi per il nostro settore, vessato da attacchi diversificati e violenti. Capiamo che le scelte e  le decisioni che dovranno essere intraprese da parte del Governo per cercare di ridare speranza, efficienza e certezze agli italiani, in un periodo storico così difficile, non solo certamente  per il nostro settore, saranno complesse ed eterogenee. Per questo rilevare tangibilmente  che questo Governo riesce a trovare modo di ricordarsi delle promesse della campagna elettorale tradotte nel contratto di governo non può che rincuorarci,  saper che qualcuno dei nostri politici  tiene al nostro lavoro e impiega il suo tempo per il rilancio del nostro settore ci  rasserena e ci infonde nuove speranze. Riteniamo infatti questo primo passaggio fondamentale per iniziare il percorso di normalizzazione e sviluppo tanto auspicato.
Probabilmente per comprendere l’importanza della portata di questa disponibilità occorre   avere discusso ed essersi confrontati a livello politico in questi mesi per avere una visione della realtà che rimane complessa. Proprio recentemente la nostra associazione ha cercato di promuovere un incontro tra le parti sociali che aveva lo scopo prioritario di individuare criticità e linee programmatiche condivise utili ad individuare la possibilità di interloquire  con le forze politiche in modo coordinato una volta risolta la parte fiscale.
Il nostro settore non ha infatti  solo il problema delle imposte residuali da versare da parte delle aziende che, come deposito fiscale, hanno sostenuto il settore consentendo al mercato di reperire i prodotti contenenti nicotina garantendo pertanto sopravvivenza  ma diventando, in questo modo, soggetti estremamente vulnerabili da parte del fisco. La chiusura di queste aziende avrebbe infatti ricadute pesantissime su tutta la filiera ed in cascata portare alla perdita di migliaia di posti di lavoro ed  alla definitiva morte del settore.
Non è certo solo un problema di imposta, ne abbiamo discusso ampiamente con gli interlocutori politici anche nei giorni nei quali abbiamo portato avanti la campagna #iosvapoiovoto in coincidenza con le fasi elettorali. Problemi tecnici non di secondo piano sono da risolvere: la pubblicità, la possibilità delle vendite online e non per ultimo la riconoscibilità dei prodotti legali. Certo questo fa parte però del futuro prossimo che non potrà essere se non si sarà risolto prima il nodo impositivo.
Comprendiamo che nelle more della legge di bilancio non sia possibile affrontare i problemi ulteriori solo sommariamente citati al fine di non incappare in censure  come quelle appena avvenute  durante l’iter di  approvazione del decreto Dignità. È purtroppo un dato di fatto che tutte le aziende, in particolare quelle che hanno  operato come deposito fiscale, in questi mesi hanno affrontato enormi difficoltà e sofferenza nella gestione della propria attività  per via del l’incertezza normativa in atto aggravata dalle debolissime attività di contrasto dell’illegalità da parte delle autorità. Rinnoviamo pertanto l’invito a tulle le parti sociali, dichiarando la nostra disponibilità, al fine di fornire alle forze politiche una visione ed una proposta di lavoro condivisa e sostenibile.
In coscienza sappiamo cosa abbiamo chiesto tutti, ma nella vita bisogna comprendere realisticamente cosa si può ottenere e fare al fine di evitare di perdere tutto”.