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di Barbara Mennitti

I nostri risultati preliminari indicano che la sigaretta elettronica è un mezzo efficace per smettere di fumare, inducendo dei cambiamenti positivi nei parametri psicometrici e nel bisogno di fumare”. A sostenerlo è il dottore Alexis Bailey della St. George University che sta conducendo uno studio osservazionale in stretta collaborazione con Public Health England e il principale tossicologo dell’istituzione britannica, Tim Marczylo. Lo studio si chiama SmokeFreeBrain e intende valutare cosa accade ai forti fumatori che passano alla sigaretta elettronica per 28 giorni.
Il team di ricerca ha misurato diversi parametri, fra i quali quelli psicometrici, cardiovascolari, la qualità della vita, l’attività cerebrale e i biomarcatori della tossicità. Sono stati 31 i soggetti a portare a termine lo studio di Bailey e in tutti si sono riscontrati “sottili ma significativi cambiamenti nei parametri psicometrici e una notevole riduzione nei biomarcatori della tossicità”. In particolare passare dalla sigaretta di tabacco all’elettronica ha ridotto l’urgenza di fumare (il cosiddetto craving) e ha influenzato le aree del cervello associate alla dipendenza. È stata rilevato anche una significativa riduzione dell’esposizione alla nicotina e delle nitrosammine specifiche del tabacco. Proprio la diminuzione di questo biomarcatore della tossicità dimostra la notevole riduzione del danno che avviene passando dal fumo al vaping. Bailey ricorda comunque che le sigarette elettroniche non sono innocue e vanno comunque usate con prudenza.
I risultati preliminari dello studio di Bailey sono stati resi noti nel Regno Unito in occasione del mese antifumo Stoptober, la campagna organizzata ogni anno dalle istituzioni della sanità pubblica e che, ancora una volta, punta fortemente sulla sigaretta elettronica come strumento di riduzione del danno.