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Ecig, multinazionali chiedono regole chiare e gioco di squadra

Il Global Tobacco and Nicotine Forum quest’anno parla italiano. Si sono dati appuntamento a Bologna, a pochi chilometri dallo stabilimento Philip Morris, proprio là dove Renzi andò, forbici alla mano, ad inaugurare lo stabilimento di produzione. Ma d’altronde stiamo parlando di tutti i colossi del tabacco, le grandi industrie che, numeri alla mano, dettano le regole e l’andamento del mercato di settore. Dopo Rio de Janeiro (2008), Bangalore (2010), Anversa (2012), Cape Town (2013) e West Virginia. Il 2015 quindi è stata l’Italia a dare lustro e megafono al mondo del tabacco. Tre giorni di dibattito a porte rigorosamente chiuse che hanno visto coinvolti produttori, consumatori, associazioni, opinion leader e comunità scientifica. Tra una foglia di tabacco e un bicchiere di prosecco, non si poteva non parlare di sigaretta elettronica. Un argomento ormai che sta attirando tutte le multinazionali, tanto che ognuna di essa ha già creato un apposito settore industriale, definito “prodotti di nuova generazione”.

La sintesi a cui sono arrivati è che bisogna fare gioco di squadra per creare un quadro normativo che regoli in maniera corretta il mercato delle sigarette elettroniche. Se da un lato la qualità e la sicurezza del prodotto sono una priorità, dall’altro la normativa deve consentire adeguati livelli di innovazione, distribuzione e commercializzazione per incoraggiare l’ulteriore sviluppo di questa, così l’hanno definita, categoria emergente.

Anche le aziende del tabacco si sono rese conto che sono sempre più i fumatori che, in alternativa alle sigarette tradizionali, sono passati alle sigarette elettroniche. Le multinazionali, nel corso del confronto, insieme alle incertezze dei governi in merito alla regolamentazione di questo nuovo mercato, hanno espresso anche dubbi rispetto alla qualità e alla sicurezza dei prodotti. Si è discusso di come la creazione di standard di prodotto, come quelli recentemente sviluppati da Afnor, l’organismo di certificazione francese, in collaborazione con i produttori di sigarette elettroniche, possano essere fondamentali. Sia gli standard di prodotto che la necessità di regolamentazione devono però essere attentamente bilanciati per preservare da un lato la qualità e la sicurezza del prodotto e, dall’altro, evitare inutili ostacoli che danneggerebbero la crescita del settore.

“La nostra strategia di business  – ha detto Marina Trani, a capo del settore Next Generation Products di British american tobacco – intende offrire ai fumatori una scelta di prodotti molto ampia. Le sigarette elettroniche sono una parte importante di questa strategia e pensiamo che possano offrire un’ottima alternativa per i fumatori. Questa categoria di prodotti si sta evolvendo rapidamente con soluzioni sempre più sofisticate ed efficaci. Nel contesto di questo rapido sviluppo, la qualità e la sicurezza dei prodotti è importantissima. Ora è il momento di stabilire delle norme adeguate per massimizzare i benefici e per garantire la qualità e sicurezza che i consumatori si aspettano. Standard di qualità e sicurezza adeguati per le sigarette elettroniche contribuiranno alla creazione di prodotti sempre più efficaci e alla crescita di questa categoria”.

Per Simon Clarke, direttore dell’associazione consumatori Forest:I consumatori vogliono un prodotto d’alto livello, ma non per questo dobbiamo soffocare innovazione e creatività. Obblighi normativi troppo restrittivi potrebbero danneggiare le piccole imprese: dobbiamo ricordare che è proprio il dinamismo e la pluralità di attori che rende il mercato dell’e-cigarette così nuovo e rivoluzionario e così interessante”. Sembrerebbe un attacco, anche non troppo velato, alla Direttiva europea che invece potrebbe cancellare dal mercato tutti i piccoli produttori.  “Il consumatore  – conclude Clarke – vuole la totale libertà di scelta. Spetta alle aziende e alle istituzioni creare una sinergia capace di definire una normativa corretta, andando a soddisfare la domanda e mettendo il consumatore al primo posto”.

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