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di Massimiliano Mancini
Presidente Anafe-Confindustria

La sconfitta del fronte del Sì al referendum sulla Riforma Costituzionale ha avuto conseguenze prevedibili e altre meno. Che Matteo Renzi rassegnasse le dimissioni non era forse scontato ma quasi, visto che il Primo Ministro stesso lo aveva già anticipato durante tutta la campagna referendaria. Il problema è che dopo l’annuncio delle dimissioni di fatto non c’è più stato l’atteso dibattito in Senato della Legge di Bilancio, e questo non era stato certamente previsto: tale circostanza ha rappresentato una vera e propria eccezione all’iter di approvazione della Legge di Bilancio dalla nascita della Repubblica, visto che in oltre 70 di vita repubblicana la Legge di Bilancio ha sempre subito modifiche sia alla Camera sia al Senato. Come è noto a molti Anafe si batte da oltre tre anni per una riforma del sistema fiscale sulla sigaretta elettronica, puntando su l’unico sistema sicuro, trasparente e ineludibile: una tassazione parametrata alla quantità di nicotina presente nei liquidi. E’ una battaglia che Anafe ha portato avanti in tutte le sedi istituzionali: Governo Parlamento, Autorità, Agenzie.
Dopo anni di estrema difficoltà di dialogo sul tema, la nascita dell’intergruppo Parlamentare ha permesso al settore una maggiore visibilità e una convergenza parlamentare che stava finalmente dando i suoi frutti. Sebbene infatti nel dibattitto alla Camera non si fosse riusciti a far approvare le dovute modifiche alla normativa fiscale sulle e-cig, una forte convergenza di gruppi parlamentari aveva preso l’impegno di affrontare definitivamente la questione nella discussione della legge al Senato. Discussione che però non è mai avvenuta. La mancata approvazione della modifica fiscale ha di fatto esacerbato i rapporti tra operatori del settore e istituzioni, che si stanno fronteggiando in varie sedi giudiziarie a colpi di ricorsi e contenziosi. Eppure forse il cambiamento di Governo potrebbe dare nuove speranza.
I detrattori della revisione dell’imposta sulle e-cig sono da ricercare nei corridoi dei Ministeri (specialmente quello delle Finanze) e non sono necessariamente personaggi che ricoprono ruoli apicali. Con i vari avvicendamenti previsti quindi potrebbero cambiare anche soggetti che ricoprono ruoli “fiduciari” all’interno dei dicasteri che, fino ad oggi, per non ammettere il fallimento della tassa varata dal Decreto Legislativo “Tabacchi” (D.lgs 188/2014), non hanno mai preso in considerazione l’idea di apportare dei correttivi al quadro fiscale attualmente in vigore. Inoltre, ci potrebbe essere a breve una nuova opportunità per apportare le dovute modifiche alla normativa fiscale. Proprio in virtù del mancato intervento al Senato che non ha permesso di inserire i correttivi suggeriti dall’Unione Europea, molto probabilmente in primavera ci sarà, eccezionalmente, la possibilità di una riapertura della manovra, con la quale speriamo si possa finalmente chiudere il discorso e dotare il sistema italiano di una tassazione equilibrata e trasparente.

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