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di Roberto Migani

Il mondo del cloud si arricchisce con il nuovo prodotto di casa OBS: Crius Rda, versione rinnovata del celebre Crius RTA.
Il packaging del Crius RDA è semplice e pulito, solito giallo predominante di casa OBS ma molto elegante. Al suo interno sono contenute due coil prefatte di tipo “flapton” da circa 0.4 ohm che daranno una resistenza finale di 0.2 ohm; il resto è una dotazione standard: cacciavite, cotone e guarnizioni di ricambio. Il Crius è un atomizzatore da 24 mm di diamentro e 32 mm d’altezza, di certo non un “nano” se paragonato agli altri prodotti presenti sul mercato ma una altezza dettata dalla necessità di alloggiare un “building deck” veramente unico nel suo genere.
Sono quattro invece i fori dell’aria che conducono a una camera interna dove l’aria viene convogliata in altri due asole più larghe posizionate in direzione della coil. Per permettere un corretto funzionamento di tutto ciò il cap è dotato di un attacco a baionetta che permetterà di avere la certezza che le asole interne puntino direttamente alla coil.
L’attacco a baionetta oltre a garantire un perfetto posizionamento del cap permette di svitare e avvitare l’atom anche quando le guarnizioni sono umide, infatti il cap non ruoterà su di esse ma rimarrà ben agganciato alla base.
La vaschetta è in grado di tenere al suo interno circa 2ml di liquido e un sistema “BF Ready” permette di trasformare is Crius in un atom BF semplicemente svitando un grano nel pin senza doverlo cambiare completamente. Usandolo in bottom feeder ci si rende conto che il sistema di ventilazione torna molto utile anche per prevenire il fenomeno di oversquonking. Il deck del Crius prende a piene mani da deck ormai rodati come il Velocity Style e il Clamp Style, li fonde e li reinventa in una soluzione unica che coniuga il meglio di entrambi. Una sola vite centrale mantiene tutto unito: svitandola distanzierà in ugual modo tutte le piastre che compongono il deck – senza bisogno di doverle tenere sollevate – scoprendo così una sorta di “Velocity Style” reinventato.
Invece di avere due torrette, una negativa e una positiva, c’è una torretta unica dove saranno le piastre a cambiare polo. Tra le piastre a fare da isolante c’è un pezzo di zirconia, materiale resistente alle alte temperature e, cosa più importante, non volatile.
Una volta posizionate le coil non resterà altro che avvitare bene l’unica vite e il gioco sarà fatto. Adatto a chi inizia ma anche ai più esperti che vogliono divertirsi con resistenze molto più grandi, il sistema di rigenerazione infatti permette di alloggiare qualsiasi tipo di resistenza venga in mente all’utente senza nessuno sforzo.
Il foro per lo squonk nel momento in cui viene usato in modalità BF si trova in basso, alla base del pin centrale che prosegue fino alla vite posizionata in cima alla torretta. Questo permette al liquido di riempire direttamente la vaschetta e garantire un corretto e costante irroramento del cotone. Il sistema “360° Airflow”, come è stato nominato da OBS, aumenta la resa aromatica a discapito della produzione di vapore dell’atomizzatore ma rende anche il fumo più caldo. L’aria fredda proveniente dall’esterno infatti deve muoversi all’interno della camera interna dove ha la possibilità di scaldarsi. Di certo non una pecca ma sicuramente una cosa da tenere a mente quando si vuole acquistare il prodotto. Simpatica e utile anche la soluzione del grano all’interno del pin BF che consente di cambiare la destinazione di utilizzo del Crius in modo facile e veloce senza dover svitare tutto quanto.
L’atomizzatore Crius Rda uscirà in Italia a partire dalla prima settimana di aprile.