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di Barbara Mennitti

Crediamo che il mandato della Framework Convention on Tobacco Control Treaty (FCTC) non si estenda ai Sistemi elettronici di somministrazione di nicotina (Ends), perché non sono prodotti del tabacco”. Nella sua lettera aperta all’Organizzazione mondiale della sanità in previsione della prossima Conferenza delle parti di Ginevra, INNCO mette proprio in dubbio la liceità della Convenzione quadro sul controllo del tabacco ad occuparsi di prodotti come la sigaretta elettronica, che non contengono tabacco. La preoccupazione del mondo del vaping in vista del Cop8 che si terrà fra poche settimane, cresce di giorno in giorno con l’aumentare delle indiscrezioni che descrivono l’Oms come propensa a suggerire il divieto o l’iper-regolamentazione dei prodotti di riduzione del rischio da fumo.
E questo ha spinto l’International Network of Nicotine Consumer Organisations, una rete che raccoglie oltre 30 associazioni di consumatori e che annovera Riccardo Polosa fra i consulenti scientifici, a partire all’attacco con una lettera pubblica. Dopo aver ricordato che scienziati indipendenti hanno dimostrato che le sigarette elettroniche riducono del 95 per cento il rischio da fumo e che è la combustione a causare gran parte del danno, INNCO afferma che “vietare questi prodotti non è etico né scientifico, ma rappresenta un danno per la salute pubblica e una protezione irrazionale del mercato delle sigarette tradizionali”. Non solo. Secondo la presidente Nancy Sutthoff, che firma la lettera, “l’eccessiva regolamentazione o tassazione degli Ends è controproducente e incauto, perché la riduzione del danno è un diritto umano”.
Ma l’organizzazione non si ferma alle critiche e sottopone tre proposte sui prodotti del vaping all’attenzione delle parti. La prima: riconoscere che l’uso degli Ends è parte di una efficace strategia della riduzione del danno come definita dall’articolo 1(d) del Framework Convention on Tobacco Control Treaty. In secondo luogo, INNCO chiede di ribaltare la decisione del Cop7 di Nuova Delhi, che invitava i singoli Paesi a considerare misure normative, comprese quelle di limitare o vietare la produzione, l’importazione e l’uso dei prodotti del vaping. Si chiede, infine, di regolamentare gli Ends in maniera distinta dai prodotti del tabacco a combustione e cioè come semplici prodotti di consumo, soggetti solo alla tassa sui beni di consumo di ciascun Paese e non alle accise sul tabacco.