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tratto da Sigmagazine Bimestrale #3 Luglio-Agosto 2017

di Riccardo Polosa

Zero rischi alle vie aeree e ai polmoni per gli svapatori che fanno uso regolare e protratto nel tempo di sigarette elettroniche. È questo il risultato dell’ultimo studio condotto insieme al mio team e presentato all’Università degli studi di Catania alla presenza di numerosi esponenti del panorama scientifico ed istituzionale. A commentare le novità della scienza insieme a me un tavolo di esperti internazionali composto da scienziati del calibro di Umberto Tirelli e Fabio Beatrice, entrambi membri del Comitato Scientifico LIAF, e Lamberto Manzoli dell’Università di Ferrara. Esponenti del mondo delle istituzioni come l’europarlamentare Giovanni La Via e il capo della segreteria tecnica del Ministero della Salute Nando Minnella. Ma non solo, tantissimi gli ospiti, i giornalisti e gli esperti di salute pubblica intervenuti nell’ambito dell’appuntamento annuale con la Lega Italiana Anti Fumo.
La nuova ricerca denominata “Zero Rischi” risponde alla principale preoccupazione rispetto all’utilizzo delle elettroniche e cioè quella legata ad eventuali pericoli per la salute derivanti dall’esposizione agli aerosol prodotti dalle ecig. Per la prima volta, grazie all’utilizzo di diverse metodiche (spirometria, test del ossido nitrico esalato, TAC del torace) abbiamo dimostrato che le emissioni da ecig non provocano modifiche di parametri respiratori in soggetti non fumatori che hanno fatto uso regolare e protratto di sigarette elettroniche. La novità principale consiste – oltre nell’aver seguito variazioni dello stato di salute dei polmoni per un periodo sufficientemente prolungato – anche nell’aver voluto valutare questi effetti in utilizzatori regolari di sigarette elettroniche che non avevano mai fumato sigarette convenzionali in vita loro.
Nonostante i partecipanti siano stati esposti quotidianamente al vapore delle ecig per almeno quattro anni con un consumo medio di 3,1 ml di liquido al giorno, lo studio non ha rilevato cambiamenti nella funzionalità polmonare o nei marcatori dell’infiammazione delle vie aeree nel periodo di osservazione rispetto ai valori di base misurati quattro anni prima. La conclusione è che l’uso protratto della sigaretta elettronica non può provocare danni clinicamente significativi.

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