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di Stefano Caliciuri

La fondazione Africa2025 ha celebrato la sua annuale conferenza plenaria. Teatro dell’assise è stata Casablanca dove i 250 delegati in rappresentanza di tutti i governi africani hanno affrontato le tematiche di sviluppo che si intendono adottare sino al 2025. Al centro del dibattito, non solo povertà e contrasto alla fame, ma anche riduzione del danno conseguente alla tossicità del fumo di sigaretta. Relatore d’eccellenza, il professor David Khayat, già consigliere anziano di Jacques Chirac, tra i principali redattori della Carta Unesco a sostegno della Giornata mondiale sulla lotta al cancro. Di particolare realismo le sue parole. Nonostante gli slogan che in questi ultimi tempi stanno caratterizzando la comunicazione delle multinazionali del tabacco, Khayat ha riportato tutti alla realtà, dicendo senza troppi giri di parole: “Non credo ad un mondo senza tabacco. Credo però che, prima o poi, ci potrà essere una generazione di non fumatori. Da qui nasce la necessità di incoraggiare l’uso di strumenti a rischio ridotto“.  Nonostante alcuni colleghi l’abbiano definito un “medico visionario”, Khayat ha ripetuto più volte che le istituzioni devono far di tutto per interrompere la diffusione del tabacco combusto e diffondere invece gli strumenti di vaporizzazione personale.

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