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di Stefano Caliciuri

Vietare la vendita online della nicotina liquida sarebbe un provvedimento di buon senso. E occorre farlo per riassettare il settore“. Parole di Pasquale Sollo, senatore del Partito Democratico, firmatario dell’emendamento alla legge di bilancio che, se approvato, stravolgerà il settore del fumo elettronico. “I liquidi con nicotina e le sigarette elettroniche dovrebbero essere venduti soltanto attraverso i depositi fiscali e una rete vendita autorizzata, composta da tabaccai o negozi specializzati“.
Secondo il senatore Sollo, l’emendamento tende a ristabilire un po’ di ordine sia sul fronte fiscale che sanitario. “La vendita di nicotina ai privati dovrebbe sottostare alle stesse regole del tabacco: le sigarette non possono essere acquistate online, bisogna andare nei luoghi preposti ed autorizzati. Anche i liquidi con nicotina e le sigarette elettroniche dovrebbero avere la stessa distribuzione e modalità di vendita. Vogliamo così tutelare anche i minori che troppo spesso riescono ugualmente a comprare questi prodotti online da siti anche inaffidabili. È un fenomeno, purtroppo, che coinvolge soprattutto il Sud Italia. Le previsioni dell’erario in tre anni sono passate da oltre 100 milioni di euro agli attuali 3 messi a bilancio. C’è qualcosa che evidentemente non ha funzionato“. Bisogna però ricordare che la questione fiscale è sotto giudizio della Consulta e molte aziende sono in corte tributaria. La soluzione, dunque, è da trovare introducendo una licenza autorizzativa sotto monopolio? “Sì. Già oggi i rivenditori possono acquistare questi prodotti con nicotina soltanto da deposito fiscale. Per loro non cambierà nulla. Chi è già esercente avrà la licenza d’ufficio“. Sino ad eventuale decreto che dovrà essere emanato entro la fine di marzo. “Quella sarà la vera battaglia: la scrittura delle norme per il mantenimento della licenza e per l’ottenimento di nuove“. Quante possibilità ci sono che l’emendamento passi? “Credo molte. Entro la fine di questa settimana la Commissione Bilancio dovrebbe mandarlo in aula al Senato così da poter essere discusso insieme al resto della legge da martedì prossimo. Se il governo porrà la fiducia sull’intero testo, l’emendamento difficilmente verrà recepito. Se non lo farà ci sono ottime possibilità che possa passare“.
La senatrice Simona Vicari, firmataria di analogo emendamento per la maggioranza governativa di centrodestra di Alternativa Popolare, preferisce invece non rilasciare dichiarazioni.