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di Stefano Caliciuri

Sono stati accolti i due ordini del giorno che impegnano il Governo a rimodulare la normativa sulle sigarette elettroniche. A firma di Adriana Galgano (Civici Innovatori) e Rotta, Boccadutri, Bragantini, Barbanti (Pd), entrambi chiedono il Governo di riaffrontare e riaprire la discussione sulla normazione della filiera del vaping.
Nonostante il decreto fiscale sia stato approvato nuovamente blindato dalla Fiducia – prassi ormai deleteria in ambito di autonomia parlamentare – i due documenti impegnano il governo attuale a tener conto di quanto recepito attraverso i due impegni formali.
Si tratta di una espressione di volontà, di un impegno politico, non di obbligo vincolante.
L’Ordine del giorno Galgano prevede la salvaguardia del web legato alla vendita di prodotti per il vaping. Lo impegna “a monitorare gli effetti applicativi delle disposizioni in esame e a valutare l’opportunità di modificare tale disciplina laddove si prevede che la vendita delle sigarette elettroniche sia effettuata solo tramite le rivendite e laddove sono previste eccessive limitazioni nell’approvvigionamento via web su siti di aziende italiane ed estere”.
L’ordine del giorno presentato con la prima firma di Alessia Rotta è invece un impegno volto a “fornire, in sede di determinazione delle modalità e dei requisiti per l’autorizzazione e l’approvvigionamento dei prodotti con nicotina di cui all’articolo 62-quater, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, le seguenti vincolanti prescrizioni all’Agenzia delle dogane e dei monopoli:
    a) il regime autorizzativo non sia discriminante nei confronti di alcun soggetto attivo sul mercato o intenzionato ad intraprendere una nuova attività nel settore;
    b) tutti i produttori e importatori di prodotti a norma con il decreto legislativo 12 gennaio 2016, n. 6, abbiano pari opportunità di proporsi al mercato, anche nel merito dell’autorizzazione all’apertura di Depositi Fiscali o la nomina di Rappresentanti Fiscali;
    c) di non ricomprendere nell’ambito della «vendita a distanza» vietata dal comma 11, articolo 21 del decreto legislativo 12 gennaio 2016, n. 6, come modificato dall’articolo 19-quinquies, comma 2, la vendita online effettuata dai medesimi soggetti di cui al punto a);
    d) ad intervenire prontamente per risolvere eventuali distorsioni che si possono verificare a causa del regime autorizzativo;
    e) ad informare periodicamente il Governo ed il Parlamento, in concerto con le associazioni di settore, sull’andamento economico ed occupazionale del mercato delle sigarette elettroniche e dei liquidi di ricarica;
    f) al fine di dare attuazione ai principi enunciati nella sentenza della Corte costituzionale n. 240 del 2017, nel rispetto del principio dell’equilibrio di bilancio e degli obiettivi di finanza pubblica, ad adottare entro il 1o marzo 2018 un decreto per la disciplina delle modalità di definizione in adesione dell’accertamento delle imposte di consumo sui prodotti con o senza nicotina di cui ai commi 1 e 1-bis del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, dovute con riferimento al periodo decorrente dall’entrata in vigore del decreto legislativo 15 dicembre 2014, n. 188 e fino alla pubblicazione della sentenza n. 240 del 2017 della Corte Costituzionale, secondo schemi e criteri corrispondenti a quelli disciplinati dal decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218;
   a prevedere una tassazione sui prodotti tanto con, quanto senza nicotina equa e che consenta alle aziende italiane di continuare a crescere e a essere competitive nel mercato europeo“.
Per avere efficacia, il governo dovrebbe tenere in considerazione quanto scritto da Galgano e Rotta e inserirlo in legge di stabilità che dovrà poi essere approvata alla Camera. I tempi sono strettissimi. Occorre solo avere la volontà e la forza politica per farlo.