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Funghi e batteri nelle sigarette elettroniche? No, nella frutta

Ennesimo allarme contro la sigaretta elettronica sta rimbalzando sui media di tutto il mondo. Come spesso avviene, pubblicato su un giornale statunitense, l'effetto copia-incolla lo ha trasformato in un caso internazionale nonostante il testo originale dica tutt'altro.

Funghi e batteri nei liquidi di ricarica per sigarette elettroniche. È l’ennesimo allarme contro la sigaretta elettronica che sta rimbalzando sui media di tutto il mondo. Come spesso avviene, pubblicato su un giornale statunitense, l’effetto copia-incolla lo ha trasformato in un caso internazionale. Secondo lo studio pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives, un quarto dei 75 marchi di prodotti statunitensi di vaping studiati dai ricercatori di Harvard ha mostrato tracce di batteri; tra questi quattro su cinque avevano una contaminazione da funghi.
Bisogna ricordare che in Europa la legge sugli eliquids è molto restrittiva: ad esempio, occorre notificarli al Ministero della Salute almeno sei mesi prima di immetterli in commercio. Cosa che invece non accade negli States dove ancora in questo settore non esistono regole di igiene e sicurezza. Secondo i ricercatori il rischio è che questi batteri siano in grado di innescare patologie polmonari come l’asma, complicazioni prodotte dall’escherichia coli e il β-D-glucano, parte della parete cellulare dei funghi invasivi. La Lega Italiana Antifumo, contattata da Sigmagazine, tende a sminuire l’allarme, riportando la discussioni in termini ben più realistici. “Non mi sembra siano riportati casi – commenta il professor Massimo Caruso – in letteratura scientifica di repentine infestazioni microbiche da uso di e-cig. Certo è una osservazione importante, ma dovremmo capire bene come è stato impostato lo studio per capire a che punto della catena (produzione – imballaggio – trasporto – stoccaggio) le cartucce di liquido possono essere state esposte a contaminanti. Inoltre rifletterei sul fatto che questi liquidi nell’utilizzo normale devono essere vaporizzati a 150-250 gradi centigradi, bisogna capire come e se possano resistere a queste temperature. Le endotossina batteriche potenzialmente sono reperibili in molti alimenti di origine vegetale in piccolissime quantità.
Anche in questo caso bisognerebbe capire di quali quantità parliamo. I beta-glucani, che nella ricerca sono riportati come indicatore della presenza di funghi, sono polisaccaridi che fanno parte della parete cellulare dei funghi, piante e alcuni batteri. In generale sono molto presenti nella frazione solubile della fibra alimentare, dunque è abbastanza normale che siano presenti nei liquidi fruttati. Insomma non è che l’equazione glucani=funghi sia proprio una equazione perfetta, addirittura si pensa che il beta-lucano possa avere un effetto immunomodulatore utile nella lotta ai tumori
“. Ancora una volta, dunque, il titolo di una ricerca non rispecchia i contenuti della stessa. Anche perché, come si legge nel testo originale, “le sigarette elettroniche sono molto più sicure da fumare rispetto alle sigarette normali in quanto contengono nicotina ma non tabacco, che produce centinaia di sostanze chimiche cancerogene quando vengono bruciate“.

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