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Sanità statunitense sotto accusa per procurato allarme sulla sigaretta elettronica

I funzionari delle istituzioni federali sono sotto tiro per le false notizie sulla sigaretta elettronica in seguito ad alcuni casi di ricoveri per malattie polmonari e un decesso avvenuto nell'Illinois.

I funzionari della sanità statunitense sono sotto tiro per il procurato allarme contro la sigaretta elettronica in seguito ad alcuni casi di ricoveri per malattie polmonari e un decesso avvenuto nell’Illinois. Non hanno però aggiunto che le patologie sono da riscontrarsi nei liquidi droganti immessi all’interno del dispositivo, frutto di manomissioni o miscele fatte in casa. La causa, dunque, è da ricercarsi nel mix di sostanze assunte e non dallo strumento utilizzato.
Il professore di salute pubblica dell’Università di Boston, Michael Siegel, ha affermato che i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie statunitensi sono ancora oggi “inutilmente vaghi nel descrivere le lesioni come legate allo svapo quando invece sarebbero state intossicate dall’olio di cannabis o di Thc“. L’avvertimento di Siegel è chiaro: “Non svapate Thc, specialmente quello contenuto nei flaconi di liquidi acquistati sul mercato nero. Ci sono milioni di persone che svapano – ha concluso Siegel – ed è il miglior metodo che gli adulti hanno per smettere di fumare”.
Anche Ray Niaura, professore di sanità pubblica della New York University, è intervenuto nel dibattito, sostenendo che “è altamente improbabile che la causa dei ricoveri e del decesso siano le sigarette elettroniche che sono sul mercato da molto tempo” a meno che “qualcosa sia cambiato o un nuovo prodotto sia stato introdotto nei mercati“.
In Italia è vietata la produzione e la vendita di liquidi contenenti Thc. Tutto ciò che si trova in commercio nelle rivendite con autorizzazione dei Monopoli (vedere la Svapomappa, ndr) è stato preventivamente notificato al Ministero della Salute. Il liquidi, inoltre, devono sottostare ad una apposita direttiva europea che ne regolamenta la produzione, la distribuzione e la vendita. Al contrario, gli Stati Uniti non si sono ancora dotati di una regolamentazione ad hoc di conseguenza è facile trovare nel marcato parallelo prodotti di scarsa qualità, manomessi o contaminati.
Lo sottolinea anche Linda Bauld (Centre for Tobacco and Alcohol Studies UK): “Il quadro normativo statunitense per le sigarette elettroniche è molto diverso da quello in vigore in Europa dove invece sono previsti controlli molto più severi. Nonostante quello che è stato diffuso dagli Stati Uniti, non cambiano le prove disponibili che lo svapo sia significativamente meno dannoso del fumo quando i dispositivi vengono utilizzati come previsto ovvero per fornire nicotina ai fumatori che cercano di smettere. Tuttavia, è utile ricordare che i vapers e i fumatori che stanno valutando la possibilità di smettere di fumare devono acquistare i prodotti da rivenditori affidabili in grado di garantire il rispetto di tutti i requisiti relativi a contenuto, imballaggio, etichettatura e packaging“.

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