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di Barbara Mennitti

Sono 18mila i fumatori di lunga data che nel 2015 in Gran Bretagna hanno detto addio al tabacco grazie alle sigarette elettroniche. Lo dice uno studio condotto da ricercatori dello University College di Londra e pubblicato sul British Medical Journal. Il dato può apparire non eclatante ma, sottolineano i ricercatori, è un’impressione errata. È anzi “molto significativo dal punto di vista clinico per gli enormi vantaggi alla salute guadagnati da chi smette di fumare”. Per esempio una persona di 40 anni, spiegano gli autori dello studio, smettendo definitivamente di fumare può avere un’aspettativa di vita di nove anni superiore a chi continua con le bionde.
Lo studio è stato condotto analizzando e incrociando i dati provenienti da due diverse fonti. Quelli di Smoking Toolkit Study che coprono un decennio di sondaggi mensili sul fumo, la cessazione e l’uso di sigarette elettroniche in Inghilterra e i dati trimestrali sui fumatori che per smettere si rivolgono ai servizi del Sistema Sanitario Nazionale e il loro tasso di successo. I ricercatori hanno determinato un nesso costante fra l’uso della sigaretta elettronica e il fatto che il tentativo di smettere di fumare andasse a buon fine, confutando anche la teoria secondo cui “l’aumento degli utilizzatori di e-cig metterebbe in pericolo l’idea di smettere in generale”.
La diffusione delle sigarette elettroniche, dice la ricerca, è andata di pari passo con la diminuzione delle prescrizioni di altre terapie sostitutive alla nicotina. Gli autori suggeriscono che è possibile che i vapers avessero già provato questi mezzi senza successo, ma una cosa è certa: ormai è l’ecig lo strumento preferito da chi vuole smettere di fumare. Lo dice chiaramente John Britton, direttore di BMJ, nell’editoriale che accompagna la pubblicazione dello studio: “Una semplice interpretazione causale di questi dati suggerisce che le sigarette elettroniche aiutano i fumatori a smettere; e che il loro arrivo ha anche causato un aumento di persone che cercano di smettere”. I fumatori ormai vedono l’ecig come un’alternativa e non come un complemento ai metodi tradizionali per smettere di fumare. “La sfida per la salute pubblica – chiosa Britton – è accogliere il potenziale di questa nuova tecnologia e metterlo pienamente a frutto”.

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