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di Barbara Mennitti

La sigaretta elettronica è una delle otto priorità della ricerca nel settore del controllo del tabacco indicate dal Cochrane Tobacco Addiction Group. Il gruppo con sede presso il Nuffield Department of Primary Care Health Science dell’Università di Oxford nel Regno Unito fa parte della Cochrane Collaboration, una iniziativa internazionale che raccoglie, valuta criticamente e diffonde le informazioni sull’efficacia e la sicurezza degli interventi in campo sanitario. Il Tobacco Addiction Group, da parte sua, mette insieme e riassume le migliori prove scientifiche emerse dalle ricerche sui metodi più efficaci per promuovere la prevenzione e la cessazione del fumo. L’approvazione della Cochrane Collaboration rappresenta una specie di sigillo di qualità in campo scientifico, tanto che le conclusioni del gruppo spesso forniscono le basi per formulare politiche e linee guida in campo sanitario. Ed esattamente un anno fa, nel settembre 2016, i ricercatori del gruppo avevano pubblicato un rapporto piuttosto benevolo sull’utilizzo della sigaretta elettronica.
Le priorità della ricerca identificate dal Tag e appena pubblicate sulla rivista scientifica Addiction, sono frutto di un intenso lavoro nato da un workshop tenuto nel giugno dell’anno scorso ad Oxford. Qui i ricercatori della Cochrane hanno raccolto le istanze di oltre 300 cosiddetti stakeholder del controllo del tabacco provenienti da ventotto Paesi: professori universitari, medici, fumatori, ex fumatori, commissioni di salute pubblica, ricercatori, finanziatori e policymaker. Da questo confronto e da due sondaggi condotti online, sono scaturite 183 domande senza risposta nel campo del controllo del tabacco, sintetizzate in 24 domande principali, a loro volta raggruppate in otto temi prioritari per la ricerca scientifica.
Fra questi la sigaretta elettronica è uno dei più importanti. Come spiega la dottoressa Jamie Hartmann-Boyce, ricercatrice senior e managing editor del Cochrane Tobacco Addiction Group, “la tecnologia ha dato vita a nuovi metodi per la somministrazione della nicotina che possono contribuire a ridurre i danni associati alle sigarette tradizionali”. Le altre sette priorità sono: le disuguaglianze nell’uso del tabacco; la somministrazione di trattamenti per smettere di fumare; i meccanismi che inducono il tentativo di smettere; prevenire l’uso del tabacco fra i giovani; il fumo fra persone con problemi di salute mentale; smettere di fumare durante la gravidanza.
Queste otto priorità dovrebbero rappresentare un indirizzo per l’intera comunità scientifica che si occupa di fumo e prevenzione. “È importante che la ricerca tesa a valutare gli interventi nel campo del controllo del tabacco – commenta il professor Robert West, docente di Psicologia sanitaria allo University College di Londra – sia incentrata sulle persone che ne hanno più bisogno e che studi i più recenti prodotti e servizi, per capire il loro potenziale di fare la differenza a livello individuale e di massa”.
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