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di Stefano Caliciuri

Non è un solo negozio di sigarette elettroniche e neanche una semplice birreria o un locale tradizionale per cene o aperitivi. VapEat vuole essere un punto di aggregazione e di degustazione, di ritrovo e di convivialità. Un locale dove la parola d’ordine vuole essere “degustazione”. Non solo aromi e liquidi, ma anche vino, birra, cocktail. E ancora: primi piatti, secondi piatti e dessert. Insomma, un locale multiforme che di giorno sarà essenzialmente rivolto ai vaper ma dal pomeriggio sino a notte inoltrata diventerà un ristorante a tutti gli effetti, dove il palato sarà soddisfatto da accoppiamenti cibo-liquidi. Liquidi in tutte le forme, sia da bere che da vaporizzare.
VapEat si trova a Ciampino, in via IV Novembre all’angolo della centralissima piazza della Pace e alzerà le saracinesche nel pomeriggio di sabato 30 settembre.
L’idea è venuta a un gruppo di persone molto note nel settore del vaping che ora hanno deciso di affrontare una nuova sfida, aprendo nuovi spiragli e opportunità nell’ambito della diffusione e della cultura dei vaporizzatori personali: Massimiliano Federici, Massimo Leone, Marco Federici e Vincenzo Lauro.
Entrando nel primo VapEat experience al mondo bisognerà attivare tutti i sensi – spiega Massimiliano Federici – Si affronterà una esperienza degustativa unica dove tutti i sensi verranno coinvolti grazie al connubio tra il cibo e gli aromi. E saranno proprio i sensi ad essere coinvolti e mescolati, talvolta anche ingannati, al solo scopo di arricchire il cliente di un ricordo indelebile da raccontare e da rivivere“. Nel pomeriggio il protagonista sarà il bartender Paolo, mentre la sera toccherà allo chef Marco Paganucci stupire i commensali. Dai bicchieri al ghiaccio, dall’aperitivo al sorbetto, tutto è stato pensato per abbinare il gusto del cibo con il liquido da vaporizzare più adatto. “VapEat – conclude Federici – farà percorrere sapientemente tutti i sensi, affinché si possa ridefinire il concetto di gusto ed uscire dal locale con una indimenticabile esperienza e la certezza di voler ritornare“.