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di Barbara Mennitti

L’immagine di Jude Law che nella serie tv di Paolo Sorrentino aspira voluttuosamente una sigaretta è destinata a rimanere l’icona di un momento impossibile. Perché dal 2018, per decisione del Santo Padre, il Vaticano terminerà la vendita delle sigarette ai suoi dipendenti. A dichiararlo questa mattina ai giornalisti il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke. “Il motivo – ha commentato Burke – è molto semplice: la Santa Sede non può contribuire ad un esercizio che danneggia chiaramente la salute delle persone”. Il Vaticano sembra essere il primo Stato disposto a mettere fine alla grande ipocrisia dei governi che da una parte organizzano campagne antifumo più o meno convinte, mentre dall’altra contano gli introiti garantiti dalla vendita delle sigarette.
Per uno Stato piccolo come quello guidato da Francesco non sarà stato semplice rinunciare al denaro garantito dalla vendita del tabacco – circa 10 milioni di euro secondo le stime di una ricerca di Ernst&Young – ma  “nonostante le sigarette vendute ai dipendenti e pensionati del Vaticano ad un prezzo scontato siano fonte di reddito per la Santa Sede – ha concluso Burke – nessun profitto può essere legittimo se mette a rischio la vita delle persone”.