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di Stefano Caliciuri

La Fiera di Forlì ha riaperto i battenti. Dopo l’ondata di sequestri avvenuti nella serata di ieri, l’organizzazione ha riaperto i cancelli e gli espositori hanno ripreso posto dietro gli stand. Contrariamente a quanto annunciato, non si è tenuta alcun forma di protesta.
Durante l’operazione sono stati sequestrati centinaia di flaconi di base neutra senza nicotina; altrettanti booster da 10 millilitri contenenti nicotina; alcune box e resistenze senza il marchio CE. In tutto sono stati coinvolti sei stand.
Gregorio Lo Porto, suo malgrado tra i protagonisti dei fatti di ieri,  è visibilmente scosso dall’accaduto. “Siamo presenti in fiera con la società croata dotata di rappresentanza fiscale in Italia. I finanzieri cercavano invece una società che non esiste più. Gli abbiamo dato anche il contratto di affitto dello stand intestato a Lop Liquids Doo come anche tutte le fatture della merce regolarmente portata a Forlì. Ma non c’è stato nulla da fare, hanno sequestrato tutta la merce, un migliaio di flaconi tra basi a zero e booster con nicotina. E qualche liquido pronto che stava in esposizione tanto che hanno atteso che la fiera chiudesse e hanno smontato lo stand per prendere la merce. La nostra politica è utilizzare le fiere per farci conoscere dal consumatore. Il prezzo da fiera era di 5 euro, ovvero l’importo dell’imposta. Siamo liberi di scegliere il prezzo per un prodotto o deve deciderlo la Finanza? In sostanza abbiamo regalato i flaconi caricando l’imposta al cliente. Oltretutto, lo ribadisco, la nostra società è regolarmente registrata, ha tutti i contratti e tutte le fatture, ha un rappresentante fiscale in Italia. L’unica spiegazione che mi sono dato è che era un’azione premeditata su segnalazione di qualcuno che purtroppo non può che essere interno al settore. E questo mi rattrista e rammarica. Sono uscito dalla caserma oltre la mezzanotte con in mano un verbale di sequestro a fini probatori per contrabbando”.