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di Barbara Mennitti

La maggioranza degli adulti australiani vorrebbero la legalizzazione dei liquidi per sigarette elettroniche con nicotina, sulla scia della recente decisione della Nuova Zelanda. Lo dice un sondaggio commissionato dalla Australian Retail Association e condotto dal Cosby Textor Group, che ha ascoltato 1200 partecipanti. Il 61 per cento di questi chiede alla politica la legalizzazione del vaping. “Sempre più australiani – ha spiegato in una dichiarazione pubblica il direttore esecutivo dell’associazione dei dettaglianti, Russell Zimmermann – comprano online dall’estero vaporizzatori personali con nicotina, perché non possono acquistarli qui”. Zimmermann chiede al governo di seguire l’esempio di Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Nuova Zelanda e di fare in modo che “i rivenditori responsabili australiani possano competere allo stesso livello e vendere prodotti a rischio ridotto ai loro connazionali che cercano di cambiare le loro abitudini”.
La politica e le istituzioni sanitarie non sembrano però disposte a rivedere le loro strategie. Il sondaggio è stato accolto con scetticismo e un portavoce del Ministero della salute ha espresso approvazione per la decisione della Therapeutic Goods Administration (l’agenzia regolatrice dei farmaci) di mantenere il divieto di vendita di liquidi con nicotina. Nonostante questo, però, i dati del National Drug Strategy Survey relativi triennio 2013-2016, dimostrano che in Australia l’uso delle sigarette elettroniche è in costante crescita in tutti i gruppi di età e che il 31 per cento dei fumatori li ha sperimentati almeno una volta. E infatti il dato più curioso del sondaggio in questione è che il 53 per cento degli intervistati non sapeva che vi fosse una legge che vieta la vendita e l’acquisto dei vaporizzatori. Un divieto, nel migliore dei casi, poco efficace.

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