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di Barbara Mennitti

Non aprirà i battenti Vape Expo India, la grande manifestazione fieristica internazionale che avrebbe dovuto tenersi il prossimo fine settimana nel continente indiano. A dare la notizia della cancellazione è il quotidiano Times of India e la conferma si trova sul sito stesso della fiera. La pagina di Vape Expo si apre su una schermata nera con un quadrato blu che contiene poche, lapidarie frasi: “Vi informiamo che a causa di circostanze inevitabili e eventi incontrollabili intervenuti, l’Indian Vape Expo September 2017 è cancellato. A breve vi comunicheremo ulteriori dettagli”.
Qualche informazione in più si apprende dalle colonne del quotidiano indiano, che racconta come in un primo momento le autorità di Delhi avessero proibito che la manifestazione si tenesse nella capitale. Il Vape Expo si era dunque spostato nei 7mila metri quadrati dell’Indian Exposition Mart di Noida, un sobborgo sud-orientale di Delhi. A quanto comunicato dagli organizzatori, sarebbero stati presenti oltre duecento espositori fra produttori di hardware, di liquidi e di accessori. Scopo dichiarato della manifestazione era “mostrare nuovi prodotti e ampliare i canali di distribuzione”. Niente di diverso da quello che si propone qualsiasi evento fieristico.
Eppure deve essere sembrato troppo alle autorità di Noida che, a pochissimi giorni dall’apertura della fiera, hanno ritirato le autorizzazioni agli organizzatori. E, considerato anche lo scarso preavviso e gli immaginabili danni economici e non solo, è plausibile che la Connection Orbis Pvt Ltd – che organizza l’evento – farà ricorso all’Alta corte di Delhi. Determinante per la cancellazione è stato probabilmente l’intervento di Padmakar Singh, direttore del dipartimento di medicina e salute dello Stato di Uttar Pradesh (di cui fa parte Noida). In una lettera indirizzata a diverse autorità e magistrati locali, Singh segnalava che il Vape Expo Indai violava le previsioni di alcune leggi nazionali e del Codice penale indiano. E aggingeva che “l’evento promuoverà la sigaretta elettronica e attirerà i giovani”. Insomma, in India i tempi duri per l’ecig dal punto di vista politico-normativo non sono finiti nonostante il mercato sia in piena espansione.
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