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(tratto dal bimestrale cartaceo Sigmagazine #5 novembre-dicembre 2017)

di Stefano Caldarone

Con il termine “cremosi” si intendono – a rigore – tutti i liquidi pronti e gli aromi concentrati che contengono una componente di crema, panna, burro o altri prodotti del latte. In effetti, nell’uso comune, spesso si includono in questa ampia categoria anche tutti gli altri gusti dolci, magari ispirati a noti dessert o prodotti industriali, anche se non contengono alcuna componente di crema.
Nella quasi totalità dei casi, i liquidi cremosi vengono creati utilizzando molecole aromatiche di origine sintetica: un aroma ispirato al cannolo siciliano con certezza non contiene “estratto naturale di cannolo”, né alcun estratto di vera ricotta, di canditi o zucchero; ciò rende piuttosto difficile ricreare fedelmente il gusto complesso di un dolce, per cui non stupisce che solo gli aromatieri più abili, e quelli che utilizzano molecole aromatiche di maggior qualità, riescano nell’intento.
I cremosi vengono tipicamente venduti sotto forma di liquidi pronti, oppure con la formula “Mix & Vape”: un liquido premiscelato senza nicotina a cui aggiungere uno o più boccini (shot) venduti separatamente; poche – ma estremamente apprezzabili per l’attenzione al consumatore – sono le aziende che commercializzano gusti cremosi sotto forma di aroma concentrato.
Considerato l’enorme successo di cui i gusti cremosi godono presso i vapers, tali liquidi vengono venduti a prezzi che spesso sono giudicati eccessivi dai consumatori; come conseguenza, ci sono molti tentativi di ricreare artigianalmente i più noti liquidi cremosi utilizzando gli aromi concentrati a disposizione degli utenti finali. Talvolta l’impresa ha successo, tanto che ultimamente si sono affacciate al mercato aziende (ufficiali e certificate) che offrono al consumatore mix di aromi concentrati che ricreano – spesso in modo molto convincente – famosi eliquids cremosi; tali mix vengono forniti esclusivamente in forma concentrata, nelle proporzioni giuste per essere miscelati direttamente dal consumatore, a cui si richiede di utilizzare la propria base, con o senza nicotina.
Dal punto di vista dell’hardware, i liquidi cremosi rendono al meglio se svapati di polmone in atomizzatori ariosi che sopportino potenze elevate; sono quindi ideali per chi ama il cloud-chasing o il flavour-chasing; essendo miscelati con basi molto ricche di VG (glicerolo), sono spesso molto densi, e quindi inadatti agli utenti, magari alle prime armi, che svapano utilizzando hardware entry-level. A causa della elevata aromatizzazione, inoltre, tendono a lasciare residui sulla resistenza, per cui sono particolarmente adatti ad essere svapati con atomizzatori rigenerabili; al contrario, molti atomizzatori a testine (non rigenerabili) non sono in grado di gestire liquidi così densi, causando problemi di alimentazione e sapore di bruciato, per cui è fondamentale verificare la compatibilità dell’hardware con questa tipologia di liquidi.
Un aspetto importante da tener presente quando si commercializzano gusti cremosi è quello dell’etichettatura: spesso questi liquidi sono ispirati a gustosi dolci artigianali oppure a noti dolci industriali e alcuni produttori, pur di stimolare l’acquisto, riproducono sull’etichetta le immagini degli alimenti che ispirano il liquido, nonostante ciò sia vietato dalla legge.
Un secondo problema, ancora più sentito dagli utenti, che riguarda i cremosi è l’eventuale presenza di diacetile nel liquido. Il diacetile è una molecola aromatica dal caratteristico gusto di burro, largamente utilizzata nell’industria casearia e dolciaria in quanto innocua se ingerita; ma alcuni studi hanno evidenziato che l’inalazione continuativa di grandi quantità di diacetile può portare a gravi danni ai polmoni. Per questo motivo molti produttori che inizialmente facevano largo uso di diacetile nei propri liquidi da svapo hanno progressivamente ridotto o eliminato tale sostanza dalle proprie formulazioni. Purtroppo però il gusto dei liquidi cremosi ne ha risentito negativamente: senza diacetile è estremamente difficile ricreare un gusto cremoso, burroso e grasso che risulti pienamente soddisfacente al palato.
In realtà, il problema del diacetile negli eliquids è stato in parte sovrastimato: per quanto il diacetile e le molecole similari (acetil-propionile ed acetoina) siano sostanze certamente nocive, possono creare reali danni solo se inalate in grandi quantità, ben superiori a quelle che si possono assumere tramite lo svapo, con un normale consumo di eliquids cremosi. Di conseguenza, alcune aziende, che precedentemente sottolineavano in modo evidente la totale assenza di diacetile nei propri liquidi, ultimamente hanno rimosso tali note dai cataloghi e dalle confezioni, suggerendo l’idea che il diacetile sia stato reintrodotto nelle formulazioni.
In verità, non esiste una soluzione valida per tutti: l’utilizzo di liquidi contenenti diacetile costituisce certamente un rischio per il consumatore, ma un rischio moderato; per cui il consumatore deve essere messo in grado di scegliere responsabilmente se svapare questi liquidi, selezionare solo quelli con un modesto contenuto di diacetile, oppure evitarli del tutto. Purtroppo però i produttori che utilizzano queste sostanze spesso rifiutano di denunciarne la presenza nel liquido, né dichiarano i quantitativi di diacetile presenti nei liquidi, lasciando il consumatore nell’impossibilità di effettuare una scelta oculata.