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di Pierluigi Mennitti

IndiaVerso divieto ecig anche nello Stato di Madhya Pradesh
È ormai una gara a rincorrersi quella fra gli Stati indiani nell’imporre il divieto di uso della sigaretta elettronica. Adesso sembrerebbe arrivato il turno del Madhya Pradesh: il Centro nazionale per gli insediamenti umani e l’ambiente ha inviato una lettera al primo ministro dello Stato, Shivraj Singh Chouhan, chiedendo di bandire l’uso dell’ecig. Poco importa che la motivazione sia stata finora smentita da studi sanitari indipendenti: lo svapo spinge i più giovani al fumo in nome di un approccio meno dannoso per la salute.

UsaRhode Island vieta l’ecig sui luoghi di lavoro
Prosegue l’ondata di divieti negli Stati Uniti. Questa volta è di scena il piccolo Stato di Rhode Island, dove la governatrice Gina Raimondo è in procinto di firmare il divieto di utilizzo delle sigarette elettroniche sui luoghi di lavoro.

FinlandiaStudio: immediati benefici su rischi cerebrovascolari con stop al tabacco
Tra gli innumerevoli studi sui danni provocati dal fumo l’ultimo in ordine cronologico, elaborato su pazienti finlandesi e pubblicato sulla rivista Neurology, certifica che smettere di fumare ha un’incidenza positiva immediata sui casi di malattie cerebrovascolari. L’addio al tabacco si riflette da subito sul rischio di ischemie, scrivono i ricercatori, un vero e proprio crollo fin dai primi giorni. Il calo di fumatori nelle giovani generazioni, dovuto in gran parte alle politiche di informazione e prevenzione ma negli ultimi tempi anche alla diffusione di più efficaci strumenti sostitutivi come l’ecig, si è già manifestato nelle statistiche che indicano un crollo delle malattie cerebrovascolari rispetto ai decenni passati.

UsaNew York: Larry Sharpe, un candidato vape-friendly
Non sono solo i ripetuti divieti a segnare le vicende recenti legate al vaping negli Stati Uniti. Nell’articolo di approfondimento di Sigmagazine la storia di Larry Sharpe, il candidato governatore del Libertarian Party, amico della sigaretta elettronica, che sfiderà il prossimo 6 novembre Andrew Cuomo, uno che nelle sue iniziative legislative il vaping lo ha spesso e volentieri confuso con il fumo.

FranciaSovape si appella ai donatori per finanziare iniziative pro-svapo
Un appello ai donatori è stato lanciato dall’associazione francese Sovape con l’obiettivo di finanziare le iniziative a favore della diffusione del vaping. La richiesta, formalizzata sottoforma di una lettera, è stata indirizzata in primo luogo al presidente della Repubblica, al Ministro della sanità e ai deputati dell’assemblea nazionale, sottolineando l’importanza e l’efficacia delle tante manifestazioni organizzate da Sovape per la diffusione della sigaretta elettronica come strumento di riduzione del danno nella lotta al tabagismo. L’appello è tuttavia esteso a tutti, con l’avvertenza che professionisti e imprenditori potranno sostenere Sovape solo a titolo personale e non attraverso le proprie aziende.

CanadaLegge sul vaping, timori per limitazioni a info su riduzione del rischio
In Canada le parti interessate (esperti di vaping, legali d’azienda, medici) sono generalmente favorevoli al regolamento che governerà il settore del vaping contenuto all’interno del progetto di legge denominato S-5. Le inquietudini vengono invece dal settore dell’informazione che teme alcune direttive presenti nella legge che potrebbero limitare la diffusione di notizie concernenti la riduzione del rischio. Tammy Jarbeau, portavoce di Health Canada, ritiene infatti che alcuni comma della legge, se approvati, potrebbero consentire l’utilizzo di una limitata lista di frasi comparative.

GiapponeI riscaldatori di tabacco conquistano il mercato nipponico
Non è una sigaretta elettronica ma un riscaldatore di tabacco e la differenza è ormai stata acclarata scientificamente soprattutto sui differenti livelli di riduzione del danno. Tuttavia, con il prodotto Iqos, Philip Morris International si va imponendo sul mercato giapponese, come rivelano gli ultimi dati di vendita pubblicati nel Paese nipponico e che confermano sondaggi orientativi effettuati negli scorsi anni. Le aspettative della multinazionale del tabacco sono enormi, in un Paese che conta 24 milioni di fumatori. Per chi poi volesse dare un taglio più netto con l’universo del tabacco – riscaldato o meno – c’è il mondo del vaping: in Giappone la regolamentazione del vaping è meno ossessiva rispetto al proibizionismo imperante in molti Stati asiatici.

AustriaIl grande fratello Philip Morris
Sembrerebbe una notizia uscita dalle pagine di 1984, il celebre romando di George Orwell o, per restare in tempi più recenti, dalla pellicola di Tony Scott con Will Smith, Nemico Pubblico (Enemy of the State). E invece viene dai quotidiani viennesi e riguarda l’Austria reale di oggi: i volti dei clienti di due tabaccherie viennesi vengono scansionati da camere della Philip Morris e i dati raccolti utilizzati per proporre pubblicità di sigarette. Di fronte alle proteste, il colosso del tabacco ha fatto sapere che si tratta di un test valevole solo 4 settimane e che i dati raccolti non vengono incrociati con altre informazioni. Cosa che non ha tranquillizzato stampa e consumatori, tanto più che nessun avvertimento è stato posto all’ingresso delle tabaccherie coinvolte.

CanadaOntario, divieto di svapo nei luoghi pubblici della città di Peterborough
Ancora un divieto di svapo in luoghi pubblici in Canada. È stato emesso nella città di Petersborough, in Ontario, in accordo con diverse autorità: servizi sanitari, polizia, comune e riguarda parchi, parchi giochi per bambini, spiagge e campi sportivi.

FranciaEurodeputato propone divieto di tabacco nei duty free degli aeroporti
Vietare la vendita di sigarette e prodotti di tabacco nelle aree duty free degli aeroporti? È la proposta lanciata da Younous Omarjee, deputato europeo della France insoumise, il partito di sinistra erede del Parti de Gauche fondato due anni fa e guidato da Jean-Luc Mélenchon. Omarjee lancia la provocazione: “Non è scioccante che si possano vendere sigarette accanto ai lecca-lecca, per di più a un prezzo così basso da costituire una tentazione all’acquisto?”, si è chiesto retoricamente il deputato, che propone anche un’armonizzazione del prezzo dei pacchetti di sigarette in tutta l’Ue, per evitare mercati differenti all’interno dell’Unione.

Gran BretagnaSpopolano le guide sulle regole del vaping nei Paesi delle vacanze
Nel Paese più aperto al vaping sono di gran moda, alla vigilia delle vacanze estive, le panoramiche internazionali sulle leggi che regolano il settore come atlanti del vaping ed elenchi sui Paesi dove è rischioso o assolutamente vietato mostrarsi in giro usando un’ecig. C’è fame di informazione sull’argomento, scrive questa settimana il Sunday Express, soprattutto perché in alcuni fra i Paesi più frequentati in estate dai turisti britannici si rischia anche la prigione. India, Filippine, Libano, Cambogia, Vietnam e Thailandia sono marcati in rosso, prosegue il quotidiano inglese, aggiungendo che lo stesso governo di Sua Maestà ha indicato come particolarmente rischiose le prigioni thailandesi, nelle quali sono carenti anche le cure mediche di base. Un avvertimento che non vale solo per i britannici: meglio informarsi prima ed essere prudenti. Oppure optare per una destinazione vape-friendly.

IsraelePure le leggi antifumo più dure sembrano inefficaci con gli israeliani
Le leggi antifumo israeliane, pure piuttosto severe, non sebrano sortire l’effetto sperato. Secondo un rapporto ufficiale, presentato dal governo israeliano, tra il 2016 e il 2017 le vendite di tabacco per pipa sono aumentate del 28%, quelle di tabacco per sigarette del 9,3%. In Israele le tasse sul tabacco sfuso (da pipa o per “rollare” le sigarette) sono molto più basse rispetto a quelle imposte sui pacchetti già confezionati. I dati allontanano il Paese mediterraneo dalle tendenze in atto nei Paesi più sviluppati (ai quali Israele appartiene politicamente ed economicamente). Per quanto riguarda il rapporto con il fumo, commenta The Times of Israël, gli israeliani assomigliano più ai loro vicini medio-orientali che agli occidentali.

Burkina FasoFumo in aumento soprattutto fra le donne
In questa rubrica ci si confronta ripetutamente sul destino del continente africano, eletto dalle multinazionali del tabacco come Eldorado per un commercio altrove in forte declino. Questa settimana la maglia nera spetta al Burkina Faso, Stato in cui l’Associazione africana contro il tabacco Aconta denuncia un preoccupante aumento dei fumatori fra le donne. Lo scorso anno è stato inaugurato un centro di disassuefazione dal tabacco con l’obiettivo di aiutare i fumatori del Burkina Faso a smettere di fumare: si tratta del primo istituto di tal genere nella sub regione occidentale africana.