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Tpd, la Dg salute chiede un parere scientifico ma non sulla riduzione del danno

In vista della revisione della Direttiva sul tabacco, la Commissione chiede una valutazione delle sigarette elettroniche allo Scheer.

La Direzione generale salute e sicurezza alimentare della Commissione europea inizia a muoversi in vista della revisione della Direttiva europea sui prodotti del tabacco (Tpd), in particolare per quanto riguarda la sigaretta elettronica e i liquidi da inalazione. E lo fa chiedendo un parere scientifico al Comitato scientifico sui rischi emergenti per la salute e l’ambiente, lo Scheer. Si tratta di un organo che ha il compito di fornire alla Commissione gli indirizzi scientifici necessari per la preparazione di politiche attinenti alla sicurezza del consumatore, la salute pubblica e l’ambiente. Quello stesso organo che giusto un mese fa aveva pubblicato uno statement in cui inseriva la sigaretta elettronica fra le emergenze sanitarie a cui porre attenzione.
Nella richiesta della Dg salute allo Scheer, dopo aver ricordato le previsioni della Tpd per quanto concerne le ecig, si ricorda come l’articolo 28 della Direttiva assegni alla Commissione il compito di fornire un rapporto sull’applicazione della stessa al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato europeo economico e sociale e al Comitato delle regioni entro il 20 maggio 2021. Sempre lo stesso articolo indica di prestare particolare attenzione alle sigarette elettroniche, in quanto prodotto nuovo, e di fornire proposte emendative della Direttiva.
Le questioni aperte, si legge nella richiesta della Dg, riguardano in particolare “il ruolo delle sigarette elettroniche in relazione al loro uso e agli effetti nocivi sulla salute (effetti a breve e a lungo termine), il loro ruolo come porta d’ingresso verso il fumo / iniziazione al fumo (con particolare attenzione ai giovani), il loro ruolo nella riduzione del danno / cessazione del fumo di tabacco tradizionale e i rischi associati alla loro composizione chimica (il numero e il livello delle sostanze tossiche)”.
Dunque la Dg chiede un “assessment”, una valutazione, sulle sigarette elettroniche allo Scheer, identificando i seguenti temi specifici: il loro uso e gli effetti nocivi sulla salute (a breve e lungo termine ); il rischio associato al loro design tecnico e alla composizione chimica (numero e livello di sostanze tossiche) e all’attuale quadro normativo europeo (concentrazione di nicotina e limiti); il loro ruolo come porta d’ingresso verso il fumo / iniziazione al fumo (con particolare attenzione ai giovani), il loro ruolo nella cessazione del fumo di tabacco tradizionale).
Il lettore attento avrà notato che fra le questioni aperte e le richieste allo Scheer è scomparsa una voce, quella relativa alla riduzione del danno, che avrebbe potuto far pendere l’ago della bilancia almeno un po’ in favore della sigaretta elettronica. La questione non è espressamente citata nell’articolo 28 della Tpd, ma non lo sono nemmeno altre che sono inserite, invece, della richiesta al Comitato. Una svista? Oppure la questione della riduzione del danno viene ritenuta implicita e sarà comunque affrontata? Speriamo e vedremo. Lo Scheer ha tempo fino a settembre/ottobre 2020 per redigere il suo parere, in modo che possa essere incluso nel report da presentare entro il 20 maggio 2021.

 

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