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Sigaretta elettronica, studio conferma minor tossicità rispetto al fumo

I risultati sugli effetti del cosiddetto "vapore passivo" sono stati presentati al Global Forum on Nicotine di Varsavia

Ancora uno studio dimostra l’infondatezza delle preoccupazioni rispetto al cosiddetto “vapore passivo”, cioè agli eventuali danni che le esalazioni di chi utilizza le sigarette elettroniche potrebbero causare a soggetti terzi. Lo studio clinico in questione è stato condotto da Juul Labs e presentato ieri durante il sesto Global Forum on Nicotine in corso a Varsavia e i suoi risultati dimostrano che nell’espirato di un utilizzatore della pod mod dell’azienda californiana vi era una riduzione del 99 per cento di formaldeide e particelle di monossido di carbonio rispetto al fumo derivato dalle sigarette di tabacco. Addirittura, dicono i ricercatori, le misurazioni aggregate di formaldeide e di particelle di monossido di carbonio non erano statisticamente diverse da quelle rilevate prima di utilizzare il prodotto.
Lo scopo dello studio era valutare il contenuto e la quantità dell’espirato e i profili di emissione del vapore passivo. Per fatto i ricercatori hanno utilizzato un dispositivo JUUL (con aroma tabacco Virginia) una e-cigarette di tipo ciga-like (Vuse Solo con aroma originale) entrambi con nicotina e delle normali sigarette combustibili. Lo studio ha coinvolto trenta fumatori adulti, che hanno dichiarato di fumare almeno 10 sigarette combustibili al giorno. Sono stati suddivisi in tre gruppi da dieci partecipanti e assegnati a tre diversi ambienti, allestiti in modo da simulare un ambiente residenziale, uno alberghiero e un ufficio.
Ogni gruppo ha utilizzato un prodotto per un periodo di 4 ore in ciascuno dei tre ambienti. La qualità dell’aria è stata valutata all’inizio e alla fine di ogni sessione durante la quale i soggetti hanno utilizzato ad libitum tutti i prodotti in base alla propria preferenza. L’espirato è stato raccolto e analizzato in un apposito dispositivo dopo ciascuna delle 10 aspirazioni prescritte. I risultati sono stati poi confrontati con quanto registrato da altri dispositivi e sono stati rilevati i livelli di sostanze chimiche nell’espirato individuale e nell’aria dei vari ambienti.
In particolare, lo studio ha rilevato non solo, come già ricordato, che l’uso della pod mod Juul riduce del 99 per cento i livelli di formaldeide e di monossido di carbonio rispetto al fumo. Ma anche che i livelli di glicole propilenico e di particelle respirabili emesse dalla pod mod si volatilizzavano più velocemente non solo rispetto al fumo, ma anche rispetto all’altro dispositivo utilizzato. Anche i livelli di nicotina nell’aria erano inferiori dell’89-95 per cento con l’uso dei vaporizzatori rispetto alle sigarette di tabacco.
Questi risultati – commenta Josh Vosevicepresidente di Medical and Clinical Affairs di Juul Labs – concordano con le attuali conoscenze scientifiche sul ruolo che i sistemi alternativi di somministrazione della nicotina possono svolgere nella potenziale riduzione dei danni per i fumatori adulti e il loro corrispondente impatto ambientale per i non fumatori e per il bene della salute pubblica“.

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