“Sigaretta elettronica è occasione unica per sconfiggere il fumo”

Il professore David Abrams (College of Global Public Health, Università di New York): spiega: "Non un solo caso di malattie polmonari è stato causato dai normali liquidi in commercio".

Oggi abbiamo l’opportunità di liberarci delle sigarette, grazie a una nuova tecnologia che somministra la nicotina in maniera molto soddisfacente, senza i grandi danni della combustione del tabacco. Se la perdiamo, avremo sprecato l’unica occasione per la salute pubblica avuta in 120 anni di cancellare il fumo e sostituirlo con una forma di nicotina molto più sicura per tutti”. È il professore David Abrams, docente al College of Global Public Health dell’Università di New York, a esprimere la sua preoccupazione per l’isteria anti-vaping degli Stati Uniti. Abrams parla ai microfoni della Cbs e spiega che dal punto di vista scientifico la scienza “sa per certo che il numero e la quantità dei biomarcatori dannosi è estremamente minore nelle sigarette elettroniche rispetto a quelle tradizionali”.
Sollecitato dall’intervistatore, ammette: “È vero, non conosciamo i rischi e i benefici a lungo termine delle sigarette elettroniche e non li conosceremo per i prossimi cinquant’anni. Ma oggi sappiamo abbastanza e la scienza dei biomarcatori dannosi, specialmente quelli del cancro, dimostra che nel vapore dell’ecigarette vi sono così pochi di quegli elementi chimici e in quantità così basse, che le sigarette elettroniche sono biologicamente molto meno nocive in termini di esposizione”. “Non sono innocue – chiosa – ma sono drasticamente meno dannose”.
Secondo Abrams “non vi sono dubbi. Sarebbe un beneficio enorme per la salute pubblica se tutti i fumatori passassero completamente alla sigaretta elettronica”. E cita uno studio del 2017, che lo vede fra gli autori, che calcolava che se ogni anno il 10 per cento dei fumatori americani passasse al vaping, alla fine del decennio si salverebbero fra le 6 e le 7 milioni di vite.
L’accademico rassicura gli svapatori e fumatori che pensavano di passare all’elettronica anche sui casi di malattie polmonari degli ultimi mesi. “C’è una spiegazione sensata per un’improvvisa epidemia che compare dieci anni dopo l’arrivo sul mercato del prodotto. Come dimostrano i rapporti dell’Fda e del Cdc, si tratta di casi legati all’uso di oli di marijuana illegale comprati da canali illeciti”. “Non abbiamo visto un solo caso – sottolinea – in cui un prodotto legale per sigaretta elettronica di quelli usati dai fumatori sia stato la causa di queste malattie”.
Purtoppo, conclude Abrams, i governi e le loro agenzie sono molto più lenti della scienza nel prendere delle posizioni nette. E non aiuta il timore sempre latente di lasciare campo libero alle aziende del tabacco, che porta a reagire in maniera emotiva e non scientifica. Ma in questo, spiega il professore newyorchese, la posta in gioco è davvero alta e si potrebbe perdere l’occasione di sconfiggere il fumo una volta per tutte.

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