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Ministero della Salute, ok alla sigaretta elettronica nelle carceri

Il Ministero della Salute, su indicazione della direzione centrale Amministrazione penitenziaria, consente l'utilizzo e la diffusione delle sigarette elettroniche all'interno delle carceri.

di Stefano Caliciuri

La sigaretta elettronica entra nelle carceri. E lo fa ufficialmente dalla porta principale. L’impegno dell’onorevole Rita Bernardini e la lungimiranza di Santi Consolo, capo dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, sono stati premiati.
Con una circolare diramata nei giorni scorsi, Consolo ha ufficializzato di aver ottenuto dal Ministero della Salute il via libera alla diffusione dell’ecig – con e senza nicotina – negli istituti penitenziari, sia nei locali pubblici o aperti al pubblico che nei pubblici uffici.
La circolare fornisce alle direzioni degli istituti chiarimenti ai quesiti posti circa le modalità di acquisto e uso della sigaretta elettronica, a seguito delle numerose istanze presentate da detenuti fumatori.
La battaglia fu inziata dall’onorevole Rita Bernardini che annunciò proprio su Sigmagazine la volontà di estendere il diritto di vaping anche nelle carceri. L’idea fu subito appoggiata dal direttore Consolo. La sigaretta elettronica – disse Bernardini – allevia i “danni per la salute sia dei detenuti ex fumatori che dei loro compagni di cella, costretti fino ad oggi ad intossicarsi respirando il fumo da combustione del tabacco”.
Con l’autorizzazione del Ministero della Salute si compie dunque un bel passo in avanti. La speranza è che presto le istituzioni riconoscano senza appello il valore della sigaretta elettronica come strumento di riduzione del danno da tabacco.

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